Va ufficialmente tutto bene, e ce lo dicono i Little pony

E’ uscito venerdì scorso Voodo we do, il nuovo album dei Little Pony che arriva come un sasso che sfonda una finestra senza preavviso. Sembra un disco ideato per salvarci dalla noia, dalla monotonia, dalla sveglia alle otto di mattina: Voodo we do è quanto di più punk, irriverente e completamente folle avrete sentito negli ultimi due anni: gli anni delle quarantene, dei piumoni e delle tisane davanti a Netflix. Con un mix unico di jazz, linee di basso marcate, e movenze indie-rock (di quello buono con cui siamo cresciuti, tra gli Strokes e i primi Arctic Monkeys), i Little Pony ci portano nel loro personalissimo Luna Park sonoro.

Fuori per Soundinside Records e in distribuzione Believe Digital, Voodo we do è un lamento di un ubriaco che si muove con passo andante verso casa, che si perde in mezzo alla gente, e fa inevitabilmente mattina. Canzoni scritte in viaggio, riflessioni sulle ossessioni della modernità e le stregonerie da social… Un rito magico, potente come solo i bambini possono immaginare, per scacciare via il superfluo, il compulsivo, l’ostinata arroganza dell’omologazione coatta delle interazioni nelle piccole e grandi cose del quotidiano. I Little Pony non fanno jazz, non fanno rock, non fanno hip hop nè punk o spoken words su basi funk disco rap; i Little Pony sono fuori moda e fuori dal tempo. 

Ho ascoltato questo disco andando a lavoro, in una giornata che improvvisamente mi è sembrata migliore: un barlume d’estate, un ritorno alla normalità, un Primavera Sound da recuperare, la vita musicale che finalmente sembra ricominciare. Voodo we do è un disco di speranze che sembra volerci molto bene. Questo disco suona come la migliore sbronza estiva che avete preso quella volta che eravate andati a trovare il vostro ex coinquilino in Erasmus a Madrid. E sentirlo oggi, in questo inverno statico del 2022, fa molto bene. Non perdetevelo per nessun motivo!

Ryan Spring Dooley – sax and vocals
Marco Guerriero – bass and choirs
Valerio De Martino – drums, synths and choirs
Pierluigi D’Amore – synth, effetti e cori