Nella testa di Chuck Delhi

Indiano di nascita ma italiano d’adozione, Chuck Delhi sviluppa fin dalla giovane età un interesse contagioso per la musica. Verso la metà degli anni ’90 inizia a frequentare le prime feste private e locali dove viene folgorato dalla figura del disk jockey, intuendo da subito quello che sarebbe stato un sogno ma soprattutto un obiettivo. Nel 1997, con i risparmi accumulati, acquista piatti, mixer, cuffie e alcuni vinili imparando da solo a mixarli perfettamente. Da quel momento inizia a ritagliarsi sempre più spazi nei locali della sua zona fino a quando nel 2009 diventa a tutti gli effetti un DJ professionista. Figura completa sotto il punto di vista musicale, fa della professionalità la sua arma vincente.

Mi sono imbattuta in questo nuovo singolo, e ho deciso di fare qualche domanda a Chuck Delhi.

  1. Quando e come hai deciso di passare dalla figura del disk jockey a quella del produttore musicale? L’idea di produrre un brano mi girava per la testa già da qualche anno ma è stato durante il lockdown dell’autunno 2020 che si è concretizzata per poi tradursi in realtà nel 2021 con la realizzazione di I WON’T GO. Ciò e potuto avvenire anche grazie al fatto di aver trovato dei collaboratori che condividevano la mia stessa visione.
  1. Qual è la figura del produttore musicale in un brano? Il produttore musicale segue tutte le fasi che portano alla realizzazione di un progetto. Dall’idea iniziale, alla ricerca delle figure necessarie alla realizzazione del medesimo investendo tempo e denaro affinchè il risultato finale sia il più appetibile possibile per essere immesso sul mercato.
  1. Come nasce l’ispirazione per “I won’t go” e perchè avete voluto riunire così tanti professionisti? Si può dire che si tratta di un brano “collettivo”? Si può parlare di un progetto collettivo sicuramente. Al tempo in cui tutto è partito si condivideva lo spirito dell’iniziativa nel creare musica e diffondere un messaggio ed ognuno ha avuto il proprio ruolo. Ci sono stati dei rallentamenti ma alla fine l’obiettivo è stato centrato.
  1. Si può vivere di musica? Quale consiglio ti sentiresti di dare a chi sta iniziando oggi? La risposta è si anche se non sempre l’impegno e gli investimenti vengono immediatamente ripagati. Bisogna avere umiltà e tenacia nel non desistere e se alla fine il talento c’è, verà fuori ed il pubblico ti premierà.
  1. Qual è la fascinazione più grande che hai subito quando hai visto per la prima volta dei dj alle feste? E’ stato amore a prima vista. Vedere il “potere” che una persona sola ha nel far divertire e star bene tante persone penso sia qualcosa di magico. Non vorrei fare altro che questo nella vita.
  1. A chi è indirizzato il vostro nuovo singolo “I won’t go”? Non ci sono preclusioni di pubblico né fasce di età. La musica grazie a tutti i modi con i quali possiamo usufruirne vogliamo che arrivi a chiunque voglia sintonizzarsi sulla nostra frequenza!