Il mondo che contiene l’appartamento di Anna

Ancora mi ricordo la sensazione meravigliosa che ho provato la prima volta che sono entrata in quella stanza, la mia prima stanza a Milano, lontano dai miei genitori, lontano da tutti. Non avevo neanche un mobile dove poter appoggiare i libri e quindi avevo iniziato a fare pile infinite per terra che poi, una volta presa un po’ di confidenza con gli altri coinquilini, avevano cominciato ad invadere anche il corridoio. Non c’è mai stata così tanta vita da nessuna parte al mondo, il concentrato di emozioni incredibile che quella stanza ha contenuto è imparagonabile. Lì dentro ho pianto per tutti i pali in faccia che ho ricevuto, ho desiderato morire, ho gioito per tutte le cene improvvisate sul balcone, sono stata contenta per le offerte al supermercato lì di fronte, ho cantato e lavorato tantissimo. Quella stanza a Milano in quel piccolo appartamento è stato per un anno, prima di finire in una casa vera, il posto più felice del mondo.

Anna e L’Appartamento e il suo disco di debutto mi ha riportata proprio lì, un mondo di canzoni pop segnanti, trascinanti, di quelle che vuoi urlare in macchina in solitaria, che possono ricomporre l’anno più intenso della vostra vita (e nel mio caso, quella passata in quell’appartamento), a partire da L’ultima canzone dell’anno che ricorda un Capodanno, quello che avete fatto a casa di amici, quello che avete passato a ricordarvi l’ultimo appuntamento di quel tipo che vi ha spezzato il cuore, segue Edera che ci porta qui, al frigo vuoto e ai guai che non arrivano mai uno alla volta, come una pianta rampicante, al freddo di gennaio di Fa freddo fuori che si insinua nel cuore la con la sua cassa dritta e quella rabbia di chi sta per ricominciare, Non voglio i fiori e le rivincite, i Film Noir che proiettavamo in salotto, Anna didascalica e sincera, Provvisoria come Milano ad agosto, Cinematografico come il nuovo amore che abbiamo vissuto, e i saluti con Favole della buonanotte.

Un disco che svela, racchiude e racconta le persone e i sentimenti quotidiani della cantautrice: un’autobiografia sfacciatamente pop dedicata a tutti i sognatori e ultimi romantici racchiusi nei propri appartamenti. Un disco che Anna descrive così: una versione in paillettes e synth della vita di tutti i giorni. Da vero disco pop, da cantare sotto la doccia.

Una scoperta immensa.