Le Cime Tempestose di Anna Soares

Mi ricordo ancora la prima volta che ho capito che non mi ero mai innamorata, mai veramente, e la prima volta che ho capito che non avrei mai più smesso di leggere. Entrambe le rivelazioni si sono concretizzate nel medesimo momento: era un pomeriggio afoso, io vivevo dai miei in mezzo a un casino di oggetti strani che ancora adesso riempiono il balcone (un fenicottero che è anche una lampada da terra, un vaso rotto che continua a star lì, a riempirsi di terra e acqua e germogli di chissà cosa che non crescono mai, gatti acciambellati ovunque), leggevo Cime Tempestose e ho capito che non avrei mai provato una tale passione, un tale struggimento, per qualcun altro. Avevo circa tredici anni, e da quel momento effettivamente non ho più smesso di leggere, accumulando volumi ovunque e senza mai riuscire ad appassionarmi alla lettura in digitale, e non ho più smesso di innamorarmi di attori, cantanti che ho desiderato più della mia stessa vita, che cercavo di raggiungere con quella passione distruttiva che ritrovavo in Cime Tempestose.

Sacred Erotic di Anna Soares mi ha colpito così, come quell’estate di anni fa che mi ha segnato per sempre. In questo suo disco ci sono 9 brani pop “rovinati”, disturbati, con un effetto finale simile a quello che probabilmente avete provato la prima volta che siete entrati in contatto con Billie Ellish, quell’inquietudine costante che si affianca al desiderio di volerne di più, musica vogliosa e desiderante, questo disco di Anna Soares è una folgorazione dolorosa che, come la prima volta in cui ci si addentra nelle pagine gotiche di Cime Tempestose, il risveglio di sensazioni che poi finirò inevitabilmente a cercare in altri mondi, a lungo.

La cantautrice e producer, madre della BDSM Music, crea un percorso che celebra la sacralità dell’universo sessuale, toccando tematiche come la sapiosessualità, l’ipnosi erotica, dominazione e sottomissione, la potenza dello spirito femminino, la connessione intima che porta all’evoluzione interiore. Ogni brano compone un universo sonoro a sé, toccando trip hop, future garage, elettronica cantautorale, senza mai chiudersi in degli schemi predefiniti, sia vocalmente che a livello compositivo.

Anna Soares è una preziosa scoperta, un fiume in piena.