Mal di tempo di Dicembre, con Irene Brigitte

Tirando le somme, il 2021 è stato un anno in cui mi sembra di aver perso tempo, non ho letto abbastanza libri, non ho visto abbastanza film, non ho ascoltato abbastanza dischi. Dall’altra parte, io che sognavo una vita “adulta”, tranquilla: una relazione che fosse una, un lavoro che fosse quello e basta, ed ecco qui, il mio 2021 senza subbugli. Ho solo paura che tutti quei subbugli, il calcolo ossessivo dei soldi che servivano ad arrivare alla fine del mese, quell’innamorarmi ogni giorno di qualcuno di diverso, tutto questo casino emotivo, fosse l’essenza stessa dell’euforia. Ho paura di aver perso un anno dietro alla normalità più estrema, e di non piacermi più.

Ricette per il mal di tempo è il nuovo singolo di Irene Brigitte. Per questa canzone, la cantautrice di Trieste (ma portoghese d’adozione) Irene Brigitte (voce, ukulele e synth) ha invitato José Carvalho (oboe barocco) e Xurxo Varela (viola da gamba) a portare una sonorità più tipica della musica antica, attività parallela della cantautrice triestina. Il brano è stato registrato a Porto, città dal meteo estremamente instabile, da João Figueiredo (Senhor Engenheiro Recordings). Un’istantanea che in qualche modo racconta anche il periodo passato in Portogallo, dove Irene ha avuto modo di collaborare con artisti di grande generosità.
 

  1. Hai paura del tempo che passa? Che cos’è il mal di tempo?

Direi di sì, e sarebbe un buon tema per una canzone! Nell’ultimo singolo che ho lanciato esploro un altro tempo, quello atmosferico, che in certi casi ha una grande influenza sull’umore. Le “ricette” sono invenzioni per curare gli sbalzi d’umore e decidere di che colore sarà la giornata. 

  1. Prio, il tuo precedente singolo, è in qualche modo collegato a questo? 

Prio, che in siciliano indica una sorta di ebrezza o allegria, parlava degli slanci che ispira l’innamoramento. In effetti si potrebbe chiamarli anche sbalzi, e in questo senso delle ricette per attutirli un po’ sarebbero decisamente utili!

  1. Qual è il tuo rapporto con gli strumenti antichi? 

D’amore totale. Il suono di questa canzone non sarebbe lo stesso se non ci fosse il calore della viola da gamba, strumento che non utilizza corde in acciaio ma in budello, o la dolcezza dell’oboe barocco. Xurxo Varela e José Carvalho hanno saputo dare il colore perfetto alle mie ricette. 

  1. Segui la scena musicale italiane, nonostante la lontananza? 

Certo, anche perché è un continuo andare e venire per progetti in entrambi i paesi. Ho un debole per Lucio Corsi e La rappresentante di lista, ma anche per artisti più underground come Lil Alice e Mombao.

  1. Progetti per il futuro?

La laurea magistrale in Canto Rinascimentale e Barocco a Vicenza, la pubblicazione di un disco di musica rinascimentale che abbiamo appena finito di registrare a Porto e l’arrangiamento delle canzoni che stanno nel cassetto da troppo tempo.