Un tour sofferto di Anna Luppi

Quando avevo 20 anni e poco più viaggiavo tantissimo. Erano folli i giri che potevo fare. Mi ricordo che guardavo costantemente i voli che mi proponevano i vari motori di ricerca e ho viaggiato praticamente in tutta Europa in pochissimo tempo. Ogni mese ero via almeno due settimane: uno zaino, rigorosamente da sola, un libro da leggere che non sempre leggevo davvero, ostelli, persone, parole sfuggevoli. Ogni tanto incontravo qualcuno di cui mi innamoravo follemente, elemosinavo attenzioni che, in viaggio, mi sembravano immense. Sono stata decine di volte a Londra, sono stata in località cittadine della Germania che nessuno ha mai sentito nominare, ho visto un concerto della mia band preferita in Serbia. Tutto questo è scomparso con le responsabilità, il lavoro, la voglia di stare a casa, e non mi era mai mancato, finchè il Covid mi ha fatto capire che mi era impedito tornare in giro, come all’epoca.

Il 24 novembre sarebbe dovuto partire l’Amarene Tour di Anna Luppi. Bagagli in spalla, macchina pronta e destinazione raggiunta ma non tutto è andato come previsto. Erano cinque le date programmate tra Germania e Belgio, ma purtroppo la pandemia si è fatta sentire e alla fine Anna è riuscita a realizzare solo due date su cinque. L’Amarene Tour segue la pubblicazione di “Amarene”, l’EP di Anna Luppi pubblicato nel 2020. Quattro brani, quattro featuring, quattro canzoni intimiste. Dopo aver a lungo esplorato le tematiche sociali e il linguaggio proprio della canzone di denuncia, Anna Luppi sceglie una dimensione più privata e la condivide con quattro importanti cantautori della scena emergente: Veronica Marchi, Olden, Domenico Imperato e Elisa Erin Bonomo.

Un tour in pandemia è sinonimo di incertezza. Anna e il suo compagno hanno comunque raggiunto la maggior parte delle location previste perché fino all’ultimo niente era deciso. Riuscire a realizzare i concerti di Berlino e Marburg è stato un gran traguardo. Anna Luppi ha raccontato tramite i suoi canali social l’emozione di tornare su un palco nonostante le difficoltà incontrare. Paesi e città in lockdown stanno cambiando sostanzialmente la vita in tour dell’artista. Il viaggio in giro per la Germania ha dato una nuova visione della situazione attuale e uno spunto per nuovi progetti. Nel frattempo la cantautrice ha stupito i suoi fan con nuovi gadget disponibili nel merch ufficiale. Borracce, shopper, magliette tutte con una grafica spettacolare!

L’Amarene Tour è stato molto sofferto, dopo il rinvio nel 2020 ora hai dovuto annullare tre date su cinque. Come hai vissuto quest’esperienza?

Sono una persona che cerca sempre di essere positiva, ma devo dire che è stato parecchio frustrante questo essere sempre in ansia fino all’ultimo, questo non sapere mai davvero se suonerai o no. Diciamo che ho dovuto fare appello a tutto il mio incrollabile ottimismo e che sono stata ripagata con due concerti indimenticabili.

Cosa porti a casa come insegnamento?

Porto a casa l’insegnamento di sempre, ovvero credere in cui che si fa oltre ogni dubbio, ragionevole e non 

Com’è la situazione covid negli altri paesi? 

Nel sud della Germania la situazione è pesante, grosso modo simile a com’era in Italia circa un anno fa, con strutture sanitarie in affanno e significative restrizioni della vita sociale. A Berlino e a Marburg ho visto invece una situazione sostanzialmente simile a quella attuale italiana, ma vi sono anche qui molti ambiti della vita sociale preclusi a chi non è vaccinato o guarito e per i locali più affollati è anche richiesto un test recente. Molti tedeschi, inoltre, giudicano l’Italia più previdente e organizzata di loro nella gestione di questa ondata pandemica.

Come è stato tornare a viaggiare e tornare sul palco?

Un’emozione unica, pur tra mille difficoltà! Personalmente i viaggi, i live e l’incontro con il pubblico sono davvero i motivi ultimi per cui faccio musica.

E’ uscito anche il tuo merch ufficiale, come è nata l’idea? Qual è il pezzo che sta andando a ruba?

Amarene è un progetto con diverse sfaccettature e anche i live vedono un live set nuovo e molto più completo in cui suono anche tastiere e percussioni. Mi piaceva quindi anche rinnovare completamente il mio merch: ho pensato a oggetti che possono essere usati tutti i giorni, come borse di cotone, asciugamani in microfibra e borracce di alluminio, tramite i quali il pubblico può sostenere la mia musica. Ho anche fatto in modo che vi sia la più ampia varietà possibile di colori, le borse sono addirittura di 13 colori diversi! Questo assortimento ha colpito molto il pubblico ai concerti ed è stato accolto molto favorevolmente, però, con un pizzico di sorpresa, l’articolo più apprezzato dai fan tedeschi sono stati i cari vecchi CD!