Rimandati a settembre, con Alessandra Rugger

L’ho già detto, il mio vero Capodanno non è a gennaio ma a settembre, e lì che il mio cervello mette in moto tutto quanto: propositi, liste di lettura, voglia di vivere, ma anche un carico immenso di malinconia e fallimenti. Non posso che innamorarmi di chi decide di pubblicare un brano dal titolo Settembre a novembre. Questo settembre ho avuto un’idea folle, spero di potervene parlare presto, ma per ora ho parlato con Alessandra Rugger.

Fuori dal 3 novembre su tutte le piattaforme digitali “Settembre”, il nuovo singolo di Alessandra Rugger. Una ballad pop folk che racconta la crescita di una giovane donna e il momento in cui salutiamo i nostri genitori lasciando da parte giudizi e aspettative. “Settembre” ha il sapore di malinconia e rinascita, proprio come il mese da cui è ispirato il titolo. Alessandra Rugger ha usato l’ultimo mese dell’estate come metafora per il suo rapporto con il padre. A volte il legame con i nostri genitori rischia di diventare come un’ancora, che ci tiene a terra, ma un certo punto dobbiamo staccarci dalle loro aspettative, guardarci dentro e inseguire ciò che amiamo davvero. 

Il nuovo singolo di Alessandra è la metafora perfetta del giovane adulto che va a vivere da solo. Un momento in cui non vediamo l’ora di metterci in gioco, rinascere, ma che nasconde anche il sapore malinconico di quello che stiamo lasciando. “Settembre” si presta a diverse interpretazioni. “Settembre” è anche quel brano che non ti lascia solo di fronte alla perdita di un genitore.



Benvenuta sulle nostre pagine! Raccontaci la genesi di “Settembre”.

Io suono la chitarra da autodidatta e ricordo che in quel periodo avevo da poco studiato due brani di Joni Mitchell, “Big yellow taxi” e “Both sides now”, entrambi con l’accordatura aperta in re,  ero in salone sul divano di casa e suonandole in loop ad un certo punto iniziai a cantare una melodia tutta mia e a provare posizioni diverse in quell’accordatura.

Il testo venne dopo, ero in treno di ritorno da Frosinone probabilmente, ed era un tardo pomeriggio di fine estate, ecco perchè “di tanto in tanto una stazione” e “fuori le ombre come alti giganti stesi a prendere il sole”.


A quale dei tuoi brani sei più legata e perché?

“SETTEMBRE” è uno di quelli a cui sono più legata perchè è venuto fuori dopo un lungo periodo di lavoro su me stessa rispetto alla relazione con I miei genitori. E poi “prima o poi” un brano raccolto nel disco che porta il suo nome. Perchè mi piace ancora ascoltarlo dopo anni, lo trovo raffinato ed elegante, è quel tipo di vestito che mi piacererbbe indossare ad una bella festa, penso mi rappresenti ancora oggi.


C’è qualche artista con cui ti piacerebbe duettare?

Si certo, mi piacerebbe duettare con James Tajlor, è un’ispirazione sincera per artista che vorrei essere.


Come è nata la collaborazione con LaPOP e Brainstorming?

Per caso lo studio un cui andai a registrare il primo disco aveva contatti con lo staff di Irma Records, gli mandai il mio materiale e loro lo vagliarono assieme a Radiocoop e laPop, così 5 dei miei brani vennero scelti ed inseriti nella collana “mi sento indie”. 

Da lì è iniziata la nostra collaborazione. Brainstorming è l’ufficio stampa con cui ho il piacere di collaborare da questo ultimo singolo. Ad oggi posso dire di essere molto fortunata ad aver incontrato persone come Camilla e tutto lo staff di LaPop estremamente disponibili e professionali.


Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi mesi? Progetti in cantiere?

Ora mi sto prendendo pienamente cura della mia famiglia e della mia Bimba, che è nata 5 giorni fa., Musicalmente parlando, sto scrivendo il prossimo disco, ho diversi brani nuovi che non vedo l’ora di farvi ascoltare. Non vedo l’ora di tornare a suonare dal vivo mi manca moltissimo e presto ci sarà sicuramente occasione! Vi tengo aggiornati tramite social, promesso!