Andare lontano con Olita

Se avete mai vissuto uno di quei periodi pieni di inizi, uno di quei momenti in cui vi sembra di aver iniziato tutto, e che bisogna solo aspettare di vedere dove porteranno tutti quegli inizi? Lontano sembra tutto ciò che mi sta aspettando dall’altra parte, perchè in questo momento sono finalmente in lista per un intervento che spero possa migliorarmi la vita o almeno rendermela più facile, sto per investire in una nuova piccola attività, vorrei vedere dove va a finire questa relazione assurda e bellissima che è arrivata come un miracolo quest’anno.

Il 17 novembre è uscito “Lontano”, il primo album di Olita. Il disco è una raccolta dei brani che l’artista ha pubblicato fin ora con l’aggiunta di tre inediti particolari. L’album prende il nome dall’ononimo brano uscito ad aprile 2021 e che racchiude un po’ tutta la filosofia del cantautore. La distanza è un argomento che Olita ha trattato in diversi modi da quella fisica a quella mentale. Un tema che ricorre anche negli otto brani del disco.

“Lontano” è il riassunto del viaggio di Olita. Un viaggio iniziato nel 2020 e che si conclude a fine 2021 per lasciare spazio a un nuovo inzio, un nuovo percorso dell’artista. In questo disco sono racchiuse le emozione e le storie vissute dal cantautore. Relazioni finite, amori sbocciati, una società che ti chiede più di quello che puoi dare e la musica sempre con te. Attraverso “Lontano” l’ascoltatore può davvero conoscere Olita per quello che è senza fronzoli o false illusioni.

Ciao Olita, parlaci del tuo nuovo album. Qual è stata la genesi di “Lontano”?

Lontano nasce dalla distanza che ho dall’Italia e dalla necessità che sento di appartenere ancora a quella terra. Dopo molte canzoni scritte in inglese, ho trovato l’ispirazione e la spinta di scrivere in Italiano. Così da lontano e in collaborazione con persone che sono lontane, è nato questo disco.

Il disco è stato anticipato dal singolo “Tregua”, come mai hai scelto proprio questo brano?

È differente dagli altri e dà uno stacco, come un respiro profondo, prima di immergersi nel disco. Come quel nuotatore che è consapevole che i prossimi metri se li dovrà fare in apnea, l’ultimo respiro prima di andare giù, lo sente necessariamente diverso dagli altri.

Quest’estate hai avuto occasione di suonare? Se sì, come è stato dopo un anno di pandemia?

Ho fatto un po’ di busking per le strade italiane, dalla Toscana alla Calabria. Non conta come palco anche se paradossalmente è il palco più difficile. Quindi è stato come il normale busking che faccio di tanto in tanto.

Dopo il disco uscirà un tour?

Ho scritto altri pezzi che usciranno nel nuovo anno, ma spero vivamente che uscirà un tour promozionale.

C’è qualcuno con cui vorresti duettare?

Più che duettare, mi piacerebbe scrivere un pezzo con Fulminacci e avere un tocco di ThaSupreme in uno dei miei.  

Prossimi progetti?

Come dicevo, ho dei brani nuovi e spero di cominciare a fare delle date presto.