La vita in stop motion di Ubertone

Mi ricordo quando passavo le giornate a guardare i film di Tim Burton. Se sono qui oggi, a fare e non fare quello che faccio e non faccio, è perchè ci sono state quelle giornate, quelle nottate, a guardare Nightmare Before Christmas e La Sposa Cadavere, lasciandomi assorbire da quei mondi distanti che erano così meravigliosi e surreali, lontani dai compagni di scuola che io percepivo ignoranti e zotici, un corpo che cominciava a cambiare, la consapevolezza che sarei rimasta sola molto a lungo. Avevo seppellito questo periodo sotto montagne di esperienze e nuovi ricordi, per fortuna migliori di quelli di quando avevo dodici anni, e mi è tornato tutto addosso, violentemente, quando ho guardato il video dell’ultimo singolo di Ubertone.

Dopo l’anteprima su Sky TG24 è da oggi è disponibile al pubblico un bellissimo videoclip per Efelidi, singolo con cui Ubertone ha segnato il suo esordio ufficiale nel mondo della musica e che anticipa l’uscita del suo primo album. Il video, realizzato interamente con la tecnica dello stop motion, è stato firmato da Stefano Bertelli, già noto al pubblico per aver lavorato come regista alle opere di diversi grandi della scena italiana ed internazionale, tra cui Robbie Williams, Frank Sinatra e Caparezza.

Ciao Ubertone, innanzitutto benvenuto! Hai voglia di presentarti un po’ a chi sente parlare di te per la prima volta? Come è nato in te il desiderio di “ufficializzare” il tuo progetto musicale proprio adesso?

Ciao, grazie mille a te dell’ospitalità! Per presentarmi posso riciclare una definizione di un mio amico, ovvero cantautore malincomico. Mi ci rivedo abbastanza: a volte mescolo serio e faceto, a volte tengo questi due ingredienti separati, ma che entrambi gli aspetti sono presenti in quel che faccio.  Un’altra cosa che posso dire di me è che mi piace giocare con le parole. Colgo l’occasione per dirti, ad esempio, che un anagramma del tuo nome Edera sincera è Si arda cenere, che peraltro è impossibile dal momento che la cenere è già bruciata. E quindi il tuo anagramma è un’ingiunzione paradossale: un ordine che non può essere soddisfatto come il famoso “sii spontaneo”. Mentirei se dicessi che “ufficializzare” il mio progetto (ovvero realizzare un disco vero e proprio) solo ora sia stata una scelta precisa. È un mio desiderio da sempre ma solo di recente sono riuscito a realizzarlo.

Cosa ne pensi della scena musicale di Rovigo?

Se devo essere sincero non la conosco benissimo, perchè vivo a Milano da una decina d’anni. Ho collaborato però con musicisti rodigini molto bravi: Graziano Beggio, pianista dotato di una grande sensibilità e gli Ultima Fase, un gruppo che mescola in modo originale reggae e rap e che dal vivo spacca il culo.

“Efelidi” è il primo singolo che pubblichi. Cosa rappresenta per te questo brano? E soprattutto… ti piacciono le efelidi?

Le efelidi mi piacciono molto, ma devo ammettere che mi piacevano in particolare quelle efelidi lì e la ragazza a cui stavano appiccicate. Il brano mi ricorda inevitabilmente quando ci stavo appiccicato pure io.

Cosa puoi raccontarci della copertina del brano? Bellissime costellazioni fatte di efelidi. Per caso ti piace anche l’astronomia?

La copertina è opera di Andriy Boyar, una artista ucraino specializzato in fotomontaggi (anche se questa immagine non lo è) che ho trovato in rete. Di costellazioni, a dire il vero, non so quasi nulla: ne riconosco solo una, l’Orsa maggiore, perchè è composta dalle sette stelle di Hokuto. Mi rendo conto che il gap generazionale tra noi è importante e che forse ti toccherà googlearle. 

Per quanto riguarda il video, invece, sappiamo che ci hai lavorato insieme ad un regista che gli appassionati di stop-motion e videoclip conosceranno già bene: Stefano Bertelli (autore, tra gli altri, dei video di Caparezza, Frank Sinatra e Robbie Williams). Ci hai raccontato che tu e Stefano vi siete conosciuti quasi casualmente, hai voglia di parlarcene di più?

Togli pure il quasi. Conoscevo il suo lavoro ma ci ho giocato a calcetto per un paio d’anni prima di scoprire che Stefano “del calcetto” e Stefano Bertelli erano la stessa persona… Ero innamorato da sempre del suo video “Cinestetica” realizzato per i Marta sui tubi. Lui mi ha chiesto di mandargli un paio di brani e gli sono piaciuti. Così è nata la collaborazione.

Hai nel cassetto un album che aspetta di essere ascoltato. Puoi darci qualche anticipazione?

Vi posso anticipare che è un album eterogeneo: ci sono canzoni “piccole” che si reggono su un’acustica e poco più e altre canzone più “grosse” con chitarre distorte e batteria. Di curioso posso diti il titolo: Meconio. Il meconio è la prima deiezione del neonato. Mi sembrava un buon nome per il mio primo lavoro.  A proposito di nomi… te la faccio io una domanda. Nel cercare l’anagramma di Edera Sincera ho notato che potrebbe uscire anche Serena + cognome o Erica + cognome… non è che io sia incappato casualmente in un indizio per scoprire la tua vera identità?