La radio Ritrovata di Sebaa

Mi perdo. Sono sempre stata una di quelle che provava a star dietro a tutti i singoli che uscivano tutte le settimane, gli articoli riassuntivi su quello o quell’altro sito, il parere dell’amico nerd, la condivisione sul profilo di quel tipo che sembra saperne un botto. Ho rinunciato perchè mi perdo, non riconosco più un artista da un singolo all’altro, non mi affeziono a nessuno, finisco a riascoltare sempre quei tre o quattro dischi che mi avevano segnata da adolescente. Ci ho provato, davvero, ma non sarò mai una nerd musicale, a meno che non si tratti del secondo album dei Kills che invece continuo ad ascoltare almeno una volta al giorno.

Quello di Sebaa, Butterfly Radio, è un disco di debutto strano: sei brani, sei anime diverse di Sebaa contenuti in un’unico EP. Butterfly Radio è una vecchia compilation di top hits di un unico artista, abbandonata in uno stereo di una macchina degli anni Duemila, che avevamo dimenticato lì, il rapper di cui ci saremmo tutte innamorate da adolescenti, il mondo urban e sentimentale che ci è sempre sembrato monopolio dei telefilm americani: il tutto in un disco incredibilmente contemporaneo, ossimorico, che allo stesso tempo ci fa ricordare che cos’era innamorarsi degli attori di Dawson’s Creek, che ci immerge all’interno di un mondo stratificato, quello di Sebaa, mostrandoci tutti i suoi lati migliori, svelandosi in sole poche tracce.

Prendete il meglio della scena underground urban di quest’ultimo periodo, quella non paura di suonare sfacciatamente pop, un’immersione subacquea nella cultura pop degli Duemila, un’immaginario legato alla periferia, lontano dalle grandi città e dal mondo patinato di Milano, prendete la voglia di innamorarsi, di esprimere sentimenti banali senza paura di esporsi; Sebaa è un eroe romantico inconsapevole che non prova vergogna, e ci fa innamorare di com’eravamo quando la vergogna non ce l’avevamo neanche noi. Mi ricordo quando riempivo la camera di poster di attori e cantanti, quando mi aprivo senza pudore dichiarandomi innamorata, quando era tutto così intenso e violento, pensavo fosse una fase di passaggio, poi si cresce e torna con i piedi per terra: la Butterfly Radio di Sebaa mi ha riportato proprio qui. Ed è stato bellissimo.