Dubbi tutti i giorni, con Filippo D’erasmo

Per dirla facile: mi manca il periodo del lockdown. Mi manca restare in casa senza l’ansia di scadenze assurde, che quel periodo aveva reso prive di qualsiasi significato. Mi manca dedicarmi in modo ossessivo ai fumetti, con quell’amore di quando avevo quindici anni. Mi manca iniziare una giornata leggendo, e finire solo alla conclusione del libro. Mi manca l’attesa assenza di ogni situazione sociale che non avevo avuto il coraggio di rifiutare, mi manca tutto in modo quasi doloroso e oggi provo a recuperare quel tipo di sensazioni, andando ovviamente contro ogni senso comune. Mi sono sentita adolescente di nuovo, con tanto di quel tempo e possibilità sconosciute davanti… Stare male, stando allo stesso tempo bene.

Esce venerdì 24 settembre 2021 per Ohimeme (www.ohimeme.com) e in distribuzione Artist First Quel cd dei National, il nuovo singolo di Filippo D’Erasmo. Torna quindi il cantautore di Acqui Terme (AL) con un nuovo brano che lo conferma tra i brani più interessanti del cantautorato indie, in bilico tra le influenze della grande scuola di cantautori italiani e vibes it-pop. Quel cd dei National è un brano dolce-amaro per chi sta attraversando un tunnel emotivo, e non sempre riesce a vederne la fine: mood à la Baustelle, una misteriosa figura femminile, l’invito a resistere. 

Come hai impiegato il tempo concesso dalla pandemia? 

La pandemia non ha poi intaccato in modo radicale le mie abitudini.
Ne ho approfittato per fare un percorso di conoscenza del profondo, ho meditato molto, mi sono fatto alcune domande, alle quali non sempre ho trovato risposte. Per il resto ho letto parecchio, guardato film, riflettuto. Non sono riuscito a scrivere molte canzoni, però ho lavorato a quelle abbozzate prima della pandemia: insomma, ho cercato comunque di sfruttare questo tempo concesso in queste modalità uniche e atipiche. 

Quando sei entrato in contatto con la musica e quando hai capito che sarebbe stata per sempre parte della tua vita? Hai mai dubbi a riguardo?

Ho dubbi a riguardo un giorno sì ed un giorno anche.
La musica mi ha trovato fin da bambino, ed è tornata prepotente a bussare alla mia porta in adolescenza e poi di nuovo mentre studiavo all’università. Ho alti e bassi nel mio rapporto con la musica, ma non riesco mai totalmente a lasciarla andare, anche perchè questa ha accompagnato molti dei momenti più importanti ed intensi della mia vita. 

Ci sono altre arti, come per esempio il cinema, letteratura o altro, che sono in grado di influenzarti musicalmente? 

Assolutamente sì. Scrivo in forma canzone perchè è un linguaggio che conosco, con il quale ho dimestichezza. Però le suggestioni più intense, oltre che dal vissuto personale, arrivano dalla letteratura, dal cinema, e dalla filosofia. Ogni canzone contiene delle suggestioni narrative e cinematografiche, soprattutto per quanto riguarda il “contorno” e l’estetica dei fatti raccontati.

Come è nato il tuo nuovo singolo Quel cd dei National e qual è l’occasione migliore per ascoltarla?

Ho scritto questa canzone la notte di capodanno. Eravamo in pieno covid ed io venivo da un periodo particolare, di alti e bassi. Quella sera mi trovavo da solo a casa, dopo una cena in famiglia. Sentivo agitarsi dentro il classico groviglio interiore che è il magma creatore di una canzone, man mano che fai questo mestiere impari a riconoscerlo. Venne giù di getto come le cose migliori della vita. Penso che ognuno debba trovare il momento in cui questa canzone possa risuonare al meglio con la propria interiorità.

Quali sono i tuoi prossimi step?

A giorni uscirà una colonna sonora che ho composto per una raccolta di poesie ed illustrazioni. Poi sto lavorando al disco, con la calma e  la dedizione che queste cose richiedono. Mi sto anche concentrando sui live, provando con la band, con la speranza che questo autunno e inverno si presentino buone e stimolanti occasioni.