galleggiare con Sesto

Oggi con la sensazione di galleggiare, è un sollievo ma solo momentaneo, perchè rimango comunque in mare aperto, isolata, pronta a sommergere. Oggi è una di quelle giornate dove mi sembra di nuotare con il naso che sfiora l’acqua, lì lì per affondare. Non so quale sia il problema della mia generazione, quale sia il mio problema: che mi costringe a svegliarmi, attivarmi e non staccarmi dalla tastiera fino a sera, ormai è tutto così, come se stessi galleggiando in mare aperto: come quando si arriva a fine giornata, e sono così contenta di esser riuscita a finire tutto, ma ho addosso solo la consapevolezza che domani sarà uguale.

Galleggianti di Sesto non parla di questo, ma per me sì.

Tra cantautorato e psych rock à la Tame Impala, Galleggianti parla dei migranti, senza parlare di politica, del limbo in cui si trovano quando sono in mezzo al mare, in balia delle onde, del freddo, della calca. C’è chi attraversa il mare per fuggire ad una realtà ostile è strettamente – e incredibilmente – legata alla burocrazia. Galleggianti ricorda all’ascoltatore che su quella barca potrebbe esserci chiunque. Te compreso. 

Cosa serve per fare musica e avviare un progetto musicale?
Serve qualcosa da dire, serve dedizione e impegno e la musica ti ridarà sempre qualcosa in cambio.Serve anche una buona dose di follia.

E cosa credi che manchi alla scena musicale italiana?
Musicalmente nulla, ma credo che rispetto ad altri paesi manchino sopratutto le strutture, i locali, lʼ impegno da parte dei gestori di mettere sempre un biglietto, magari simbolico, quando propongono musica dal vivo. Credere nella possibilità di educare il pubblico a rispettare lʼarte ,senza darla per scontata, tra un mojito e unʼ altro.

Qual è stato il momento più duro che hai affrontato da quando hai iniziato? E quale invece il più bello e soddisfacente?
Momenti duri non li ho affrontati, perché credo che fare musica sia in primis una necessità per me e sempre un privilegio. Di momenti positivi nella mia storia recente sicuramente essere stato votato tra i finalisti di Musicultura 2021.

Avresti voglia di collaborare con qualcuno? Chi sarebbe il protagonista del tuo feat fantascientifico?
La voglia di collaborare secondo me deve essere alla base, perché ti confronti con la visione di unʼ altro artista, devi imparare a mettere da parte lʼ ego per il bene della canzone.Ti spiazzerò magari ma mi piacerebbe provare a scrivere un pezzo con Marco Giudici, con Bonetti e anche con Maria Antonietta.

Qual è lʼoccasione migliore per ascoltare il tuo ultimo singolo, Galleggianti?
Bhe se intendi dove la si può trovare è da una settimana circa su tutte le piattaforme digitali. Invece come situazione ideale consiglierei di mettersi le cuffiette e inforcare la bicicletta per una lunga pedalata.