Nessuno sarà come noi. La musica di Ross e le rotture sentimentali

Quando penso all’amore non corrisposto penso a Nina Simone, e alla sua Please don’t let me be misunderstood. Mi ricordo che mi straziava anche quando ero bambina, anche quando non capivo una parola di inglese. Per me era la storia di una donna nera che piangeva per la morte del suo amore eterno. Da sempre per me l’amore è sempre stato unico. Come diceva Nabokov: uno è l’unico vero numero, e l’amore è la dimostrazione più palese di quest’unicità. Ma poi finisce che mi innamoro per la prima volta, ed è bellissimo per un attimo, e poi è devastante passionale, mai abbastanza. Mi ricordo quel periodo in modo confuso, come qualcosa di fortissimo, nè bello nè brutto, solo potentissimo: come se fossi sul punto di esplodere, come se fossi sul punto di morire, come se fossi sul punto di dovermi buttare da una finestra, sperando che lui mi salvasse all’ultimo momento.

Di quel primo amore ricordo le serate alcoliche, quella prima notte che non mi sono vergognata di rivestirmi davanti a lui, le giornate passate ad aspettare un suo messaggi, i pianti che mi sono fatta da sola per la sua assenza. Di quel periodo non è rimasto nulla: non sono rimasti gli amici, non sono rimasti i nostri discorsi assurdi e notturni, solo un timido ciao se ci incontriamo a un concerto per caso. Non ho mai amato nessuno così tanto. Ora è tutto quieto e quel subbuglio di emozioni s’è nascosto, non credo tornerà più.

Non credo che nessuno possa essere come eravamo noi, folli, ubriachi e tristi. Ci amavamo in modo malato e impossibile, lui sempre assente anche quando era con me, io sempre a cercarlo e a volerlo come fu quel primo bacio. Ross ha saputo riassumere tutto questo nel suo singolo di debutto dal titolo Ain’t nobody, un omaggio alle dive del passato che ci hanno sporcato con i loro amori blues, facendoci immaginarie storie d’amore tristi. Tra soul ed electropop, Ross è perfettamente in bilico tra l’essere un grande diva riportata in vita dal passato, una Amy Winehouse meno stravagante (anche vocalmente), una Etta James più spensierata del solito, ma anche una Ariana Grande nei suoi momenti migliori.

Non si sta meglio davvero, si va avanti e basta, ci sono nuovi amori, nuove persone, nuove mani e serate alcoliche, questo sembra dirmi Ross, ma alla fine non ci sarà mai nessuno come lui, come lui con te.

Grazie, Ross.