Il pezzo mancante di Dado Bargioni

Il pezzo mancante di Dado Bargioni è uno di quei dischi che quando l’ascolti ti passa davanti. Non è adatto a chi ha rimpianti, rammarichi, a chi ha preso un lavoro di merda una volta e poi non s’è mai fermato, a chi ancora rimpiange di aver solo osservato quella ragazza bellissima da lontano, senza rivolgerle mai la parola. Non è adatto a chi pensava di non ricordarsi la prima cotta del liceo, a chi ha letto tanto e vissuto poco. Il pezzo mancante è un disco spensierato che fa male, un pop sfacciato che s’infiltra facilmente nei tuoi pensieri, mai scontato e bellissimo. Dado Bargioni è stata un’ottima scoperta che, alla fine di tutto, ha fatto anche un po’ male.

Oggi, con questi quasi trent’anni che cominciano a pesare, mi accorgo di quanto non sia mai abbastanza. Perchè non era abbastanza quando mi sono laureata, non era abbastanza quando ho iniziato a lavorare, quando ho preso una casa con altri quattro ragazzi e nessuno di noi aveva un quattrino. Non era abbastanza la prima volta che sono stata male per amore, non era abbastanza il mio primo ragazzo (a cui forse non ho mai neanche voluto bene). Non è mai stato abbastanza quando ho cominciato a guadagnare bene, quando alla fine ho comprato una casa, quando è arrivato un ragazzo a cui forse voglio bene davvero. Non è abbastanza neanche adesso, che tutto sembra essere al proprio posto. Sono arrivata a un punto della mia vita dove sembra tutto così perfetto che forse potrebbe andare avanti così per sempre. Eppure c’è sempre Il pezzo mancante che è sempre lì, a tenermi all’erta.

Dado Bargioni mi parla di questo, con le sua chitarra sinuosa. Mi parla di serate passate a dormire insieme, dopo un bicchiere che abbiamo condiviso, di tutte le cose che cambiano (e che forse non è neanche un male), di cosa significa mettere un punto alle cose, ricominciare e scegliere continuamente. Quella di Dado Bargioni è una lezione silenziosa che viene da lontano, una voce che sa di casa, famiglia, amore e calore invernale, e che fa sia bene che male. Un disco bellissimo che mi dice che sono le scelto che ho fatto, e a volte non ne sono così felice.

Dolce-amaro pop di provincia.