Diventare Invisibili secondo Roberto Quassolo

Non uscire di casa per giorni, diventare invisibili. Se cercate su Google “non voglio uscire di casa” troverete forum e pagine dedicate all’ansia, alla pressione sociale e al fenomeno degli hikkikomori. Raramente troverete qualcosa riguardo la pace, l’inutilità di uscire con gli amici e spendere soldi in alcolici che si possono spendere in libri, scarpe per andare a camminare in solitaria, il piacere di guardarsi un film al cinema da soli. La solitudine viene sempre additata come maligna, tossica, qualcosa che nessuno ricercherebbe, eppure se siete così fortunati da provarla, non la lascerete più andare. Chi sa stare da solo ha quella piccola fortuna pacifica e silenziosa, una piccola fortuna invisibile, che è più che invidiabile. Vorrei che se ne parlasse.

Essere invisibili per me significa, affondare nel letto alle nove di sera ed esaurire la pila di libri sul comodino, significa decidere di fare da Milano a Pavia a piedi, ascoltando tutti i dischi che avevo tralasciato, significa affondare il naso nella schiena di S. anche se ci volevano fuori, alla riapertura di un locale in centro. L’invisibilità è il potere più figo che possa esserci. Ne ho parlato anche con Roberto Quassolo.

Dopo tanti anni come mai solo ora hai deciso di iniziare la tua carriera da solista? 

Dopo anni trascorsi a suonare con molte band, sentivo la necessità di mettermi alla prova in prima persona.  Ritengo che per ogni artista sia fondamentale provare ad uscire dalla propria zona di confort e mettersi nuovamente in gioco. Ho da sempre avuto una passione per la musica cantautorale, per cui ho deciso di provare ad intraprendere questa strada, non tradendo comunque le mie origini musicali e cercando di rimanere in qualche misura fedele a ciò che più amo, il Rock

C’è un evento preciso che ti ha portato in questa direzione?

Non direi un evento in particolare, forse una serie di circostanze e di situazioni. Nella musica, così come nella vita, le persone cambiano, il modo di concepire la musica stessa cambia, e ti ritrovi ad interrogarti sulla possibilità di proseguire il tuo viaggio percorrendo nuove strade. A quel punto, se pensi di avere ancora delle cose da dire e da dare, decidi di darti delle possibilità alternative. E poi ne sentivo comunque un grande bisogno.


E’ uscito da poco “Invisibile”, come è nato questo brano?

Invisibile è il primo brano che ho scritto, potrei dire che per certi aspetti si è scritto da solo forse proprio nato dall’esigenza di provare a sperimentarmi in una veste per certi aspetti nuova, per la prima volta in italiano, affidandomi a sonorità più morbide rispetto ai miei precedenti lavori. Sicuramente è un brano a cui sono molto affezionato e che sarà inserito in un album dal titolo “Il Fabbricanuvole”, che vedrà la luce in collaborazione con l’etichetta LaPOP, che qui ringrazio per aver creduto in me.

Quali sono gli obbiettivi che vorresti raggiungere nella tua carriera musicale?

Continuare in questa direzione. Amo la musica, scrivere canzoni e suonare, mi auguro di poterlo farlo ancora per molto tempo. Posso dire di sentirmi soddisfatto di quello che sono riuscito a realizzare fin ad ora.

Un artista che ha influenzato il tuo percorso?

Difficile individuare un singolo artista. Credo davvero di aver attraversato molte fasi nel mio percorso musicale, e di conseguenza molte sono state le fonti d’ispirazione. Certo osservare l’evoluzione artistica di interpreti del calibro di Eddie Vedder e Chris Cornell, soprattutto nell’ultimo periodo, credo abbia avuto su di me un impatto notevole.

Prossimi progetti?

Uscirà un nuovo singolo tratto da “Il Fabbricanuvole” e prossima sarà anche la pubblicazione di un album in lingua inglese contenente reinterpretazioni di classici rock ed un inedito. Mi auguro inoltre di poter riprendere quanto prima l’attività live.