Ritirarsi a vita privata con The 24 Project

Sono una di quelle persone che si scaricano con la compagnia. Uscire con altre persone è una piccola gioia molto stancante, che poi devo risolvere con giornate catartiche che passo a casa circondata da libri e serie televisive. Sono una inguaribile introversa che si cura con le parole di Sally Rooney e la musica elettronica. Purtroppo le circostanze hanno fatto in modo che per ogni uscita che facevo, non riuscivo certo a ricaricarmi abbastanza per quella successiva, ogni cena fuori o concerto con gli amici non aveva come seguito una dormita di 10 ore e un nuovo libro sul comodino. Ho dovuto imparare a sentirmi a casa in mille modi diversi.

At home è il nuovo singolo di The 24 Project.

Come ti senti quando sei a casa? È di questo che parla il tuo brano? 

Il brano in realtà non parla di casa nel senso stretto della parola.  Nel brano troviamo elementi frenetici che rappresentano il caos esterno, la velocità della vita quotidiana, il rumore della città e il susseguirsi dei cambiamenti. Questi elementi si contrappongono a situazioni e sonorità più tranquille che invece fanno parte della sfera interiore, del proprio io e quindi di un posto sicuro in cui rifugiarsi.

Che rapporto hai con “casa tua”, ovunque sia? 

Mi sento a casa in tanti posti ma con poche persone. Casa è appunto un luogo che trasmette sensazioni calme e positive, sono ricordi di esperienze passate, le vacanze in montagna da bambino, ma sono anche serate passate con gli amici di una vita.

Quali sono le tue influenze musicali? Qualche che non immagineremmo mai ascoltandoti? 

Ascolto da sempre musica di vario genere. Diciamo che le mie influenze musicali sono molto legate alla musica elettronica internazionale. Ad esempio per fare qualche nome potrei dirti Bonobo, Four tet e Jon Hopkins. Probabilmente ascoltando la mia musica non si direbbe che ascolto anche il cantautorato italiano, l’indie ma soprattutto ascolto da sempre molto rap italiano e straniero.

Cosa puoi raccontarci della scena musicale elettronica italiana? Senti di farne parte o è un mondo di solitari? C’è qualcuno che segui in particolare? 

Ci sono molti artisti italiani che seguo ad esempio Yakamoto Kotzuga o Godblesscomputers, ma ce ne sono molti altri. Credo che qualche anno fa la scena musicale elettronica italiana abbia vissuto un momento di hype dove si stava creando un vero e proprio movimento. Ora, nonostante il livello delle produzioni sia molto alto, ho l’impressione che ognuno resti nel suo.

Prossimi progetti?

Ci saranno molte novità. Ho in programma una serie di singoli da pubblicare.