La fine dell’estate, e il singolo di Tigri

La migliore estate della mia vita rimarrà sempre quella del 2018, quella in cui ho vissuto un amore impossibile che si è consumato nel giro di pochi mesi, l’estate in cui mi era scaduto un contratto e ho vissuto nel limbo per un po’. Era stata un’estate di pianti, di notti bellissime, mattinate assurde con gli occhiali da soli, viaggi in solitaria e una mancanza che scavava dentro, nonostante la persona che stavo frequentando fosse davanti a me, sentivo che si stava allontanando e già mi mancava. A settembre è cambiato tutto, radicalmente e ho ancora dei momenti bui in cui non mi ricordo cos’è successo. E’ stata un’estate di sofferenze incredibili, ma mi è sempre sembrata la più bella a cui aspirare.

Quella di quest’anno è stata la più tranquilla della mia vita, quella che dovrebbe essere la più bella, questa del 2021, è invece avvolta di placidità e un po’ di noia. Bellissima noia, diceva Nicolò Carnesi, ed è forse così, nei momenti belli ci si annoia anche un po’. Ho vissuto emozioni intense solo nei libri, ho amato tantissimo e mi sembra improvvisamente la cosa migliore del mondo, a settembre non si è interrotto niente. E’ tutto qui, come dev’essere, anche quando è finita l’estate.

Estate è il nuovo singolo di Tigri.

Ci sono tantissime canzoni che si intitolano Estate che allo stesso tempo sono anche canzoni tristi. Penso a Erland Oye, Giorgio Poi… Hai ascoltato le loro versioni della stagione estiva? 

credo di averle ascoltate quasi tutte. alla fine quello dell’estate “triste” è un tema ricorrente, ed è ormai assodato che il caldo e le giornate lunghe abbiano effetto sull’umore. oltre alle condizioni biologiche però, penso che ci siano dei fattori sociali: ad esempio il divertimento e la spensieratezza altrui possono mettere a disagio, ma anche il ricordo delle stagioni passate, delle persone incontrate e perse, dell’adolescenza in cui non hai niente da fare per 3 mesi, oppure la fine dell’estate che ci coglie impreparati e così via.

A che estate fa riferimento questo tuo nuovo singolo?

a nessuna estate nello specifico. è una summa di esperienze e sensazioni che ho provato in situazioni differenti e che ho messo assieme come una sorta di collage. quello che volevo fare, più che raccontare una storia, era esprimere un umore, uno stato d’animo nel quale penso molti possono ritrovarsi, e poi offrire un punto di vista alternativo di questa stagione.

Sei una persona estiva?

se intendi in senso classico, ovvero da party in spiaggia ad Ibiza, non tanto. quando ero più piccolo odiavo senza mezzi termini l’estate, non fosse per il fatto che non andavo a scuola ed ero finalmente libero (di fare cosa, non so). il problema è che tollero davvero molto poco il caldo, e se vivi in pianura padana è davvero una tortura. da quando sono più grande però, sto imparando ad apprezzarla, probabilmente perché con la routine e il lavoro arrivi ad un certo punto dell’anno in cui hai bisogno di staccare e andare via. può darsi che anche il covid abbia aiutato, alla fine l’ultimo inverno l’abbiamo passato in casa.

Quando si capisce se una canzone è finita?

mai! per me non c’è limite al perfezionamento delle cose, anche perché le canzoni sono un’espressione di sé, e ogni giorno si è diversi dal giorno prima, quindi ci sono momenti in cui si vorrebbe far saltare il banco e ripartire da 0. diciamo che bisogna conoscere anche i propri limiti e sapere che certe cose non si possono fare in quel momento: ci sono delle questioni tecniche, o di capacità strettamente musicali che si apprendono sul momento e che non si riesce ad esprimere al 100%. è una cosa molto complessa, farsi dare una mano con dei pareri esterni secondo me è d’obbligo.

Come racconteresti il progetto di Tigri a un tuo amico che non ha ascoltato ancora i tuoi brani? 

grazie mille per la domanda perché io sono una frana totale ad auto-promuovere il mio progetto e ora mi darai l’occasione di esercitarmi. gli direi che TIGRI sono davvero io, senza fronzoli, con i miei pregi e i miei difetti: ciò che per me è incomunicabile a voce lo puoi trovare in quello che scrivo. da un punto di vista strettamente musicale, a me piacciono davvero tanti generi diversi tra loro e dunque ho cercato di farne un piccolo compendio, col risultato che ogni canzone può essere una piccola realtà a sé stante.

Cosa puoi raccontarci della tua collaborazione con Davide Andreoni?

è stata una collaborazione molto proficua. nel corso degli anni avevo scritto e arrangiato una decina di canzoni, praticamente erano già tutte pronte e avrei potuto direttamente registrarle. oltre a qualcuno che si occupasse della produzione dei suoni e delle registrazioni cercavo però anche qualcuno in grado di entrare più internamente al progetto, in modo tale che fosse in grado di darmi delle opinioni su quanto stavo facendo e soprattutto “contenermi” nei momenti in cui avessi perso il controllo delle cose. ho un bel po’ di esperienza in studio e so che capita facilmente, inoltre credo fermamente nel lavoro di squadra.

Quali sono i tuoi consigli per riprendersi, a chi si è goduto poco l’estate? 

godersi fino in fondo l’autunno, che secondo me è la stagione migliore dell’anno. non fa freddissimo e non fa nemmeno un caldo asfissiante. si tratta del momento più dinamico dell’anno, sembra che sia la fine e invece corrisponde all’inizio di un nuovo ciclo. per me che abito a Milano, non scambierei l’autunno qui con nessun’altra città.