Io come sto con me, e con Anna Soares

Non ho mai pesato tanto come quest’anno. Peso esattamente il doppio di quando avevo quattordici anni, il doppio di un periodo in cui non mi sentivo neanche una ragazza, una donna, mi coprivo con qualsiasi cosa, non mangiavo. Ero un enorme fagotto di felpe e magliette extralarge che sognava l’amore e guardava tantissimi film dove l’amore era Christian Bale, o qualche altro attore o cantante su cui puntualmente mi ossessionavo. Oggi sono grossissima, enorme oserei dire. Ho mangiato tanto per vari motivi, risolti, chiusi in un cassetto, il peso sta per diventare un problema che risolverò con costanza e amore, ma oggi peso tantissimo, come non mai, e allo stesso tempo non sono mai stata così bene.

Non mi sono mai sentita così amata, da tutti, dal mondo intero. Non ho mai avuto relazioni così soddisfacenti come oggi, in particolare la Relazione. Con tutti questi vestiti, con questi tatuaggi ovunque che mi espongono e proteggono. Sono bella, sfacciata, e femminile, come avrei voluto sentirmi anche quando ero magra. Questa cosa mi affossa. Mi dicevano di dimagrire, e invece non mi dicevano di coltivarmi, di rendermi partecipe della mia vita, per stare bene, bene davvero. Stare bene in questa mia testa spaziosa mi ha consentito di star bene anche qua fuori, di sperimentare, osare, ed essere, banalmente, felice.

Ho conosciuto di recente Anna Soares, cantante, cantautrice e producer, studia canto lirico, jazz e sperimentale, piano jazz per passare successivamente ai synth. Witch Lust, il suo ultimo singolo, è un brano che celebra la potenza dell’energia femminina e la magia sessuale. La donna è strega, agisce sulla realtà controllandola e plasmandola, e questo richiama anche la sfera del BDSM in cui una delle due parti è dominante rispetto ad un’altra. L’estetica e il sound si rifanno ai riti tribali legati al sacrificio, la struttura è ciclica, ogni fine è un nuovo inizio, e il testo oscilla continuamente tra inglese e francese.

Ecco cosa mi ha raccontato!

  1. Qual è il rapporto con il tuo corpo, e in che modo corpo e musica si collegano?

Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il mio corpo. In una società che cataloga i corpi in conformi e non a degli standard non è facile intraprendere un percorso d’amore verso se stessi. Fortunatamente a volte la caparbietà e i percorsi interiori vanno oltre e lì si crea la magia. La musica, e il suono nello specifico, è dato dalla vibrazione di un corpo che oscilla. La vibrazione delle corde vocali nel canto è sicuramente un fenomeno intimamente legato al corporeo, e questo crea un rapporto tra le vibrazioni sonore e il “sentire” il proprio corpo, che solo chi canta può comprendere. 

  1. Di cosa parla Witch Lust e perchè questo è il periodo perfetto per ascoltarla?

Witch Lust parla dello spirito femminino selvaggio. Quando la donna acquisisce consapevolezza del suo potere interiore diviene strega, le sue energie sono pregne di un sapere antichissimo fatto di sangue mestruale e intuito. Attraverso l’erotismo come riappropriazione di sé e del proprio potere sessuale la femminilità diviene magia. Tangibile, estatica, attrattiva. 

  1. Hai già avuto modo di suonare Witch Lust dal vivo? 

Nel momento esatto in cui ti rispondo non ancora. Ma ci saranno occasioni lungo questo autunno/inverno che mi vedranno performare questo brano, insieme ad altri ancora non pubblicati. 

  1. Quali sono le caratteristiche di un (tuo) live perfetto? 

Luci rosse, viola e blu. Un club con le persone giuste, che si scambiano e mi donano energie. Io accompagnata da un dj e dai miei sintetizzatori, che ricambio le energie in suono, immergendomi completamente in esso e in loro. 

  1. Qual consiglio vuoi dare a tutte le cantautrici là fuori che hanno paura di scoprirsi?

Se non siamo noi le prime a credere in una rivoluzione sonora, creativa, scevra dei pregiudizi, sessualmente e mentalmente libera sarà difficile che qualcun altro possa farlo per noi. Non tutti capiranno, e va bene così: quel che resta in un’anima che ha espresso se stessa senza paura, e quel che resta in chi sa e vuole ascoltare, vale tutta l’incomprensione del mondo.