Guardarsi negli occhi

Le giornate passate a guardare vecchi episodi di Un giorno in pretura, a sistemare piccole accortezze che potrebbero rendere migliore il lavoro a settembre. Essere una libera professionista che lavora da casa ogni tanto mi sembra qualcosa di complicato, qualcosa che non sono in grado di gestire. Ormai sono quasi tre anni che è così, in tutta la mia disorganizzazione, con i miei orari sballati e quelle nottate incredibili in cui credevo di essere invincibile, e fichissima. A tutto ciò seguivano le mattinate con le occhiaie, davanti al computer nei baretti di Milano.

Ci sono stati momenti estremi, in cui ho fatto convivere, lavoro, spese, sesso e amicizie che poi si sono sfaldate. Il lockdown mi ha guarito e mi ha fatto capire che spesso, bastava guardare qualcuno negli occhi. Retorica a parte, questo progetto mi ha fatto pensare a tante cose, tra cui la frenesia milanese di quei tempi complicati.

Occhi è un personaggio paradossale e comico, un progetto introspettivo che nasce a Milano. Il personaggio racconta storie caratterizzandosi con un vestito musicale urban: mette insieme la passione per le forme pop e post hip hop senza però essere categorizzato con un unico genere. Il cantautore nei suoi brani racconta espe- rienze personali con semplicità e schiettezza, presentandole con ironia allo scopo di mostrare quanto al giorno d’oggi la musica si ascolti sempre meno con l’udito e sempre più attraverso la comunicazione che le gravita attorno.

INTERVISTA – EDERA SINCERA

Cosa puoi raccontarci della scena milanese?

Che frequentano tutti gli stessi bar! Si è creata questa scena ibrida con poche identità locali ma con una forte voglia di appartenere a qualcosa e di rivalsa verso sé stessi ed un’Italia paesana, creando però a sua volta un paese immaginario e che per gran parte che parla a sé stesso. Onestamente faccio a modo mio ma ho avuto il piacere di conoscere tanta gente che si impegna e ci mette tutto per fare qualcosa di bello. Brutta cosa quelli che copiano, ma fanno anche loro parte della società

Milano è ancora un buon posto per fare musica?

Beh oggettivamente è la capitale economica della musica in Italia, poi cose belle posso essere fatte da tutte le parti d’Italia! 

Cosa puoi raccontarci del tuo progetto che stai dividendo nei vari “trittici”?

Occhi è una messa a nudo paradossale dell’animo umano e dell’uomo del 20esimo secolo. Si scontra con il gioco dell’Othello ed altre contraddizioni che si trovano nella vita. Gli EP Trittico 1.0 e 2+1.0 parlano di un percorso “Slice of Life”, di uno “spaccato di vita”: un insieme di intrattenimento basato sul racconto di esperienze mondane di un personaggio, in questo caso in ordine cronologico, con un setting sia naturalistico che surreale ed un finale aperto. Il primo parla del nero: la depressione in seguito al ghosting del gruppo di Othello tramite una serie di episodi. Il secondo del passaggio dal nero al rosa passando da un percorso graduale e non facile di ripresa e  ricerca di sé. 

Perché, secondo te, nonostante tutto abbiamo ancora bisogno di singoli estivi?

Beh, premesso che non mi riferisco al singolo estivo noto come tormentone, ma spero che tutti possano sperimentare un’estate con i propri amici e avere quella o quel gruppo di canzoni che uniscano tutti e li facciamo ballare e cantare. Quella secondo me serve sempre ed è una bellissima esperienza, e quando mi dicono che le mie canzoni sono sentite in gruppo mi fanno sempre molto contento. Se mi dici del “singolo dell’estate” che ti viene cacciato in gola dall’alto è una cosa che mi tocca poco anche perché non faccio parte di una major.

Come stai passando questa afosa estate?

Sudato ma con cuore di ghiaccio! E impegnato. Ho scoperto di aver fatto un brano controverso. Il primo brano di Trittico 2+1.0 è l’adattamento di un brano giapponese, “Plastic Love”, che è stato un fenomeno culturale degli ultimi anni. Leggendo le critiche di cui alcune molto “fantasiose” mi sono sentito un personaggio alla Bello Figo. Siccome è l’ultima domanda vi ringrazio per l’intervista, Trittico 2+1.0 lo trovate su spotify e tutte le piattaforme digitali (su Youtube con l’esperienza 4K!).

A presto!