Metcalfa e la colonna sonora della fine della placidità agosto

Agosto a scorrere le storie di chi è ancora in ferie, e tutte quelle immagini confuse di piedi che affondano nella sabbia, cocktail in piscina e i sorrisi bellissimi da cui mi sto tenendo alla larga. Non che passare agosto in città sia qualcosa che consiglierei necessariamente a qualcuno, ma c’è un che di magico nell’avere, per una volta, la condizione privilegiata di osservatrice. Dopo un periodo assurdo dove mi è sembrato di dire sempre la cosa sbagliata, di fare cose sbagliate, di fare del male a qualcuno, un periodo dove ho imparato a calibrare e limare le parole, ponderare se dire o non dire qualcosa, l’essermi chiusa in casa a guardare la vita degli altri dalle finestre e su Instagram, mi sembra un privilegio di calma estremo, di cui sono molto grata oggi.

Non ascolto mai musica in periodi come questo, Metcalfa è stata una bellissima eccezione. Mi limito a fare programmi su settembre: sport tutti i giorni, non perdermi le uscite cinematografiche del caso, non trattare male mia madre, non essere una totale stronza, mantenere ben saldi i segreti che potrebbero far male a qualcuno. Di solito non mantengo neanche uno di questi proposito, forse quest’anno sarà diverso. Mi limito di solito a leggere e lavorare poco in questo periodo, e a guardare gli altri, ancora impegnati con gli inevitabili appuntamenti per la manicure e per le pizze al tramonto in Riviera.

Siolence di Metcalfa, sussulti strumentali e placidità estiva, sembra essere la colonna sonora perfetta per i momenti in cui cammino, un po’ ballo, sfregando i piedi sul parquet. Un disco non leggero, per quei momenti in cui invece abbiamo sentirci leggeri, una stanza vuota da riempire. Siolence è l’agosto a Milano, sono le persone che ci sono distanti e che osserviamo da lontano, i sentimenti che sto cercando di contenere. Non so perchè, c’è qualcosa di primordiale, vibrante, in questo disco, è la connessione estrema con una parte che avevo lasciato andare, che cerco sempre di controllare facendo piani su piani a fine agosto. Tra jazz ed elettronica, Metcalfa parla di hybrid music, qualcosa di a metà tra tutto, indefinibile.

Settembre è il vero inizio d’anno per me, dove tutto torna, dove affondo in Humming e dove forse dovrei impormi come unico obiettivo, quello di non fare male a nessuno.