Agosto, e Le ricette della signora Toku

Agosto mi ricorda che bisogna ricominciare, e quanto prima. Agosto mi fa venir voglia delle docce fredde, delle sveglie alle cinque, di essere più produttiva che mai. Agosto è il mese in cui compro la agenda da tavolo, per riempirla di scadenze ed impegni, è quel momento di sospensione dove una versione migliore di me è possibile, a settembre. Ci sono poi mille motivi per cui il prossimo inverno sarà diverso, speriamo solo sia vero: ho voglia di curare questa mia testa vorticosa. Ho voglia di dimostrare a tutti che sono in grado di tenermi questo mio strambo lavoro, questa mia relazione bellissima e assurda, e di guarire, davvero.

Agosto è il mese in cui vorrei leggere tantissimo, ma fa troppo caldo. Agosto è il mese in cui inizio i gruppi di lettura, qui sono incappata in questo libro dal titolo Le ricette della signora Toku, lo finisco in ritardo rispetto agli altri del gruppo, mi perdo via i commenti e le spiegazioni, però mi piace, e tanto.

I libri e i film giapponesi mi hanno sempre dato la sensazione di “perfezione” e “disciplina”, come se fosse sempre tutto perfetto, ben calibrato, ben pensato. C’è sempre un disagio estremo quando vedo i fiori di ciliegio, i toni pacati e tutta questa perfezione: mi fa sentire come quando settembre non soddisfa le mie aspettative di perfezione. Questa volta no. Per la prima volta (poi sono abbastanza ignorante in materia eh) mi sono ritrovata in Oriente, con personaggi imperfetti, falliti e pasticcioni come tutti i miei settembre.

Un ragazzo con una ex condanna per aver gestito male il suo rapporto con la droga, una vecchina sottopagata felicissima di andare a lavorare tutte le mattine, con le dita sbilenche ma tanto talento, una ragazzina senza neanche una lira ma con un canarino. Il tutto che esplode in piccole emozioni che mi hanno tenuto compagnia. Mi mancherà questo agosto assurdo che spero di poter prolungare.