RIcky ferranti e il nuovo singolo “mica così male”

Sono quelle giornate che non capisco più, che sono indietro con tutto, e nonostante sia anche mio diritto poltrire senza render conto a nessuno, mi sento sempre tremendamente in colpa a non restare attiva. Quando ho deciso che avrei iniziato a lavorare in proprio, non ho mai seriamente pensato che poi ci avrei pagato un mutuo, a tratti avrei mantenuto un’altra persona. Il non chiedere più aiuto a nessuno, economicamente parlando, è inebriante, e ho sempre paura di vedermi sfuggire questa indipendenza, e non riesco a giustificarmi una giornata di mare.

Senza fare niente, il mare, il sonno, il cibo, le chiacchiere sul niente. Mica così male. Fuori dal 23 luglio “Mica così male”, il nuovo ironico singolo di Ricky Ferranti. Chitarre rock e la voglia di dire la sua su questo mondo che a volte sembra andare un po’ al rovescio.

Ciao Ricky, qui Edera Sincera. Cosa puoi raccontarci del tuo nuovo brano “Mica così male”?

Ciao a voi e grazie per l’intervista. E’ un brano che ho scritto circa due anni fa e che comunque mantiene una sua attualità. E’ un brano che usa l’ironia per farci riflettere un po’ di più sul mondo che abbiamo creato. Penso che la maggior parte dei nostri bisogni sia fatta da cose inutili ma che comunque esistono perché il sistema ormai si basa su quello.

Pensi davvero che il periodo storico che stiamo vivendo in fondo non siamo poi così male?

La mia analisi è ironica, ironizzo proprio sul fatto che spesso non ci accorgiamo nemmeno che la situazione stia sfuggendo di mano. Questo accade comunque perché siamo parte del sistema e viviamo con esso da tempo e non abbiamo ancora raggiunto il punto di rottura, che io considero il punto in cui non hai più soldi sul serio, nemmeno per mangiare. E’ sicuramente un mondo migliore di 100 anni fa per tanti aspetti e peggiore per altri. Dovremmo comunque imparare di più dalla storia e dai nostri errori.

Come ti sei avvicinato alla musica?

Ho iniziato con la tastiera e poi la chitarra. Mio zio suonava in chiesa ed ho ancora una Farfisa regalatami anni fa. La chitarra di Hendrix mi catturò successivamente , quei suoni incredibili mi colpirono per sempre. Ho iniziato con lezioni private per poi iscrivermi al CPM a Milano in cui mi sono diplomato.

Chi sono i tuoi artisti preferiti? C’è qualcuno di cui sei fan?

Tantissimi. Provo a sintetizzare il più possibile citando coloro che mi hanno più influenzato come Hendrix,Dire Straits, Clapton ma sono solo alcuni. Come artisti italiani citerei Bennato e De Gregori. Attualmente ascolto molto Josiah and The Bonville.

Prossimi progetti?

Sto finendo l’album in cui il singolo compare e sto lavorando ad altri produzioni in studio.