La mia estate con Murray Leinster

Tra la Ciociaria e la Puglia, con questo libro che qualcuno ha comprato nel 1985 e che io ho poi comprato su internet insieme a molti altri. Tre romanzi e tre racconti in un unico volume che si è disfamo, consumato, bagnato. In aereo, l’ultimo che abbiamo preso, ero separata da S. e ho finito svogliatamente le ultime pagine, nonostante Murray Leinster mi avesse comunque conquistata nei giorni precedenti.

Sono in uno di quei periodi dove mi sento distante da tutto, dove faccio fatica anche a connettermi con chi mi sta accompagnando. Ho sempre pensato che una relazione stabile avrebbe fatto di me una persona migliore, invece ogni tanto mi sento più sola che mai. Avere una relazione che non mi faccia urlare e piangere in mezzo alla strada mi ha reso sicuramente più tranquilla. Se un anno fa mi avessero detto che sarei stata al mare con il mio ragazzo, come una qualsiasi coppia borghese del caso, non ci avrei mai creduto. Una relazione stabile mi ha messo in una scatola e mi sta proteggendo da tutto ciò che c’è all’esterno, solo che a volte tutto quell’esterno mi manca tantissimo.

Non so perché ma mi mancano le persone che mi hanno fatto male, le serate alcoliche dove tornavo a casa inevitabilmente da sola nella mia stanzetta piena di cose, con l’armadio e il letto rotto. Mi mancano le giornate vuote, gli sconosciuti, quando dicevo che non avevo tempo per leggere, quando si dormiva in due in un letto singolo.

Oggi, nel 2021, a ventisette anni, mi ritrovo a leggere Murray Leinster in spiaggia, e la mia più grande preoccupazione e che ad agosto il lavoro è rallentato, niente di più. Qui ci sono alieni simili a maiali che vogliono impiccare astronauti incauti. Mi sento bene, e sono all’erta, triste perché sto bene, perché mi mancano sempre di più le incertezze di quella vita che è stata quella prima di questa.