L’amica geniale, e tutti gli amori a cui ho mentito

Sono sperduta nel nulla, da sola. Si tratta di quei periodi dove mi piace isolarmi, coccolarmi, leggere ore al sole libri che probabilmente non avrei letto nel periodo grigio dove computer e appunti invadevano casa. Elena Ferrante mi ha fatto entrare nel mondo dell’amica geniale, un primo volume di cui leggerò presto anche i successivi. Avevo visto la serie, in un momento in cui evadevo nelle pause dal lavoro, ma questa volta è stato violento, e bellissimo, perchè nelle pagine c’era anche la mia storia.

Di fatto c’è una ragazza, Lenù, che passa la propria vita a rincorrere la sua migliore amica, Lila: più brava a scuola, ma con meno possibilità, più brutta, ma più desiderata, più carismatica, magnetica, strana, sensuale. Lila arriva alle cose con semplicità, Lenù col sudore dello studio e della fatica cerca di starle dietro.

Io avevo un rapporto del genere con un mio amico conosciuto dopo il liceo. G., era geniale, non bello ma di un magnetismo e umorismo unico. Mi ricordo com’era facile per lui trovare ragazze nuove, compagnie, cose da fare. Ricordo come chiunque, professori e amici, si stupissero dei ragionamenti che riusciva a portare avanti, con una semplicità controversa e disarmante. Mi ricordo che passammo delle estati bellissime, a fare cose assurde e ore improbabili e poi, improvvisamente più niente, si fidanzò e mi lasciò da sola a non sapere che fare. Io in questo contesto, io ero Lenù e G. la mia Lila. Non ero innamorata di lui, ma affascinata, e ora isolata.

Ricordo che pur di star al suo passo accettai le attenzioni di un ragazzo, buono ma impacciato, decisamente stupido, insieme eravamo tristi e ricordo che mi faceva anche abbastanza schifo farmi toccare. In tre mesi non facemmo sesso neanche una volta, eppure io rimanevo con lui pur di non sentirmi da meno di G., preso dalle frenesie di un amore nuovo, nuovo come il mio, ma non davvero come il mio.

Ho vissuto tante esperienze solo per il desiderio di emulare G., anche se la mia vita era più che altro voler stare a casa a guardare serie e leggere il più possibile, con lui mi forzavo ad andare oltre i miei limiti, pur di non essere da meno, pur di rincorrere la mia Lila. Oggi ci siamo persi di vista, so che ha combinato ben poco da quando non ci frequentiamo più, io da allora ho aperto un’attività, ho cambiato case e amori, fino a trovare quelli giusti. Mi domando se sarebbe stato comunque possibile, senza il desiderio di superare e brillare ai suoi occhi.