Justo a tiempo con Anna Luppi

Fuori dal 11 giugno “Justo a tiempo”, il nuovo singolo di Anna Luppi in collaborazione con Nacho Toso. L’artista torna a cantare in lingua spagnola per un brano dal sapore estivo, leggero e frizzante. 

“Justo a tiempo” un brano folk pop cantato in italiano e spagnolo. Le due voci si mescolano trasportando l’ascoltatore in un mondo di sensazioni ed emozioni. Anna Luppi rimette mano alla lingua spagnola, ma non dimentica il pubblico italiano. Il brano si presta perfettamente per spopolare sia in Italia che in Spagna. 

“Justo a tiempo” è una love ballad che sa di estate e di strade assolate: un amore inaspettato che nasce un istante prima di toccare il fondo e che ci fa volare fino al cielo, quando ormai non lo credevamo più possibile. Siamo di fronte a un brano spensierato, quella che potremmo definire la perfetta canzone per l’estate.

Come nasce la tua collaborazione Nacho Toso? In che modo ha saputo influenzarti? 

Conosciuto per caso a Madrid in occasione di un suo concerto, Nacho è stato in seguito in tour in Italia e in quell’occasione abbiamo lavorato su un paio di brani, la sua “Aunque” che abbiamo realizzato in duetto, e una bozza di Justo A Tiempo. Nacho ha vinto diversi premi, fra cui un Disco de Oro in Uruguay, suo paese di origine. Mescola folk, pop e ritmi tipici uruguaiani, con uno stile personale mai scontato.

Cosa volevi comunicare con Justo a Tiempo? 

Testo e musica nascono da Nacho Toso, io ho solo tradotto parte del testo adattandolo all’italiano e mi sono ritrovata nel tono di speranza e di apertura che ha questa canzone. Quando tutto sembra perduto e non si crede più in un nulla, “ecco che compari tu”, questa persona tanto attesa o anche inaspettata, che però ci rimette in pace col mondo. E a dirla tutta, qualcuno di noi potrebbe trovarla in sé stesso/a.

Qual è il tuo rapporto con la Spagna e la sua tradizione musicale? Si intreccia bene con quella italiana? E come? 

La Spagna è un paese che adoro e su cui sicuramente non riesco ad essere oggettiva. C’è un pozzo infinito di musica di ogni genere a cui attingere, dalla tradizione del flamenco e delle coplas, solo per citarne un paio, i cantautori del periodo della dittatura e la rinascita degli anni ’80, senza dimenticare artisti e cantautrici giovani della scorsa decade e di quella attuale. La musica, a mio avviso, si può sempre intrecciare, perché è un linguaggio universale, che ci appartiene in quanto esseri umani.

In quale città risiedi? Senti che esiste una scena locale? 

Risiedo a Mantova, cittadina incastonata fra Lombardia, Emilia e Veneto, troppo piccola forse perché si possa parlare di scena locale, ma a pochi km da città più grandi e con più scena musicale. Penso però che talenti e artisti emergenti ce ne siano anche nella nostra piccola realtà.

Quali sono i prossimi step del tuo progetto?

Credo che prossimamente mi dedicherò ad altri progetti, mi piacerebbe curare di più la parte autorale e alla scrittura. Questo non esclude qualche esibizione in Italia e all’estero, che spero di continuare a portare avanti. Altro progetto importante, la consueta raccolta benefica che organizzo ogni anno ad agosto, Una Canzone Per Loro: quest’anno sarà a favore della AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Vorrei chiedere l’aiuto dei miei fan per sostenere la ricerca, perché con le cure adeguate si può convivere con la SM e avere una vita il più possibile serena.