I Diletta e la loro povera città

I Diletta sono un duo nato nel 2019 da un’idea di Jonathan Tupputi, voce e chitarra, e Andrea Rossini, tastiere e arrangiamenti. Da un primo approccio rock i due amici approdano a un sound più intimo e sperimentale avvalendosi per un periodo della collaborazione di Desirée Bargna ai cori e al violoncello. La loro idea musicale trova compimento nel primo EP “Sacro Disordine” grazie al produttore Luca Urbani (ex Soerba, con all’attivo collaborazioni illustri fra cui Bluvertigo, Alice, Garbo e tanti altri), che dona ai Diletta quel tocco elettro-pop che stavano cercando. “Sacro disordine” concretizza il primo anno di attività passato tra prove e live nei locali del comasco, con 6 canzoni inedite, rigorosamente in italiano, a metà tra l’indie-pop elettronico e il cantautorato più intimo.

La band, sostenuta da una campagna crowdfunding lanciata sulla piattaforma Ulule, ha ultimato i lavori nell’autunno del 2020 e si prepara a far uscire il primo album.

Ecco cosa ci hanno raccontato in occasione dell’uscita del loro nuovo singolo Povera Città.

Come è cambiata la scena musicale in questo ultimo periodo? Avete notato qualche differenza rispetto ai vostri progetti musicali precedenti?

I locali in cui suonare sono sempre meno, anche prima del Covid la tendenza era quella. Forse è cambiato il modo con cui si fruisce la musica. Come altre cose il consumo è individualizzato e spostato sui dispositivi mobili o privati. Pertanto oltre ai luoghi, anche l’attenzione del pubblico è minore, ma così è.

Come è andata la vostra esperienza con un’iniziativa di crowdfunding?

Esperienza bellissima. È stato un modo alternativo per catturare l’attenzione e per rivolgerci ad un pubblico. Un pubblico che ci ha dato la soddisfazione di ascoltare i brani, prenotare concerti casalinghi e ovviamente finanziare il progetto economicamente

Di cosa parla effettivamente Povera Città? E’ una canzone ambientata a Milano?

Non è una canzone ambientata a Milano, ma Milano si presta benissimo per dare un “volto” all’idea. Quale idea? Quella di due ragazzi che da qualche parte, in qualche notte aspirano all’amore in quell’età dove tutto può ancora succedere o non succedere.

Venite entrambi dal rock ma questo non è un progetto rock. Eppure vi sfido, cosa c’è di rock nel progetto dei Diletta?

Ahah bella sfida! Andrea a volte lancia cose dal palco. Questo è rock?

Come si sono formati i Diletta e perchè un nome al femminile? E adesso cosa avete intenzione di fare?

Trovare situazioni dov le persone si facciano pubblico con l’ambizione di essere ascoltati

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