I Bounce Back e l’effetto benefico delle canzoni tristi

Da venerdì 25 giugno sarà disponibile tutte le piattaforme digitali “Bounce Back”, l’album d’esordio dell’omonima band.
 
Bounce Back è un album composto da dieci brani, ognuno di essi capitolo di un racconto di rinascita. Il sapore è quello di un pop/rock melodico, più aspro o più spensierato ove necessario, saggiamente variegato a seconda dello scopo. Le sonorità non nascondono un affetto per la musica internazionale degli anni 80 e 90, seppur piene di modernità; la scelta dell’inglese rimarca questo tracciato, mirando infatti ad un inserimento in quel contesto che dominava alla fine del secolo scorso. Definibile un concept, il suo filone narrativo si sviluppa dal negativo al positivo toccando, step by step, precisi spaccati emotivi, accompagnati da un contesto musicale molto codificato a livello emozionale. Lungo tutto il tragitto la storia si muove su più livelli di profondità, dalle viscere alla superficie più spiccia dell’individuo, finendo anche tra l’onirico e il soprannaturale, forse. Se da una parte c’è l’”Io”, dall’altra c’è il “Non Io”, inteso per quello che si pone ad ostacolo dell’essere umano. Gli artisti la chiamano ombra, ma concretamente è tutto ciò che limita, soffoca la felicità e realizzazione. Insicurezza, debolezza, apatia, inettitudine, ansia, depressione, dipendenze, sono lì ad offrire un caldo e facile riparo, ponendosi a scorciatoia, facendo lentamente e pericolosamente abbandonare la voglia di star bene. Con la loro musica, il duo vuole porgere una mano, dare una scossa: il tempo è troppo prezioso per essere gettato al vento.
 

Qual è stato il vostro momento no da quando avete iniziato a pubblicare musica?

Il nostro momento no? Beh, contate che abbiamo iniziato a registrare le nostre canzoni ad inizio febbraio 2020, poco prima della primissima ondata pandemica. Il nostro percorso si è sviluppato parallelamente al Covid, quindi abbiamo negativamente risentito di ogni suo passo. Avremmo avuto il primo Live insieme a strumentisti il 10 ottobre 2020, è stato annullato per Covid e abbiamo esordito a fine giugno 2021…per cui, che dire, cammino in salita. I momenti peggiori però sono sempre quelli in cui online trovi truffatori; ti senti parecchio preso in giro!

Qual è un consiglio che avreste voluto che qualcuno vi avesse dato?

Non buttate via tempo! Consiglio validissimo per qualsiasi essere umano, non solo in ambito musicale.

Credete che canzoni tristi possano avere comunque un effetto benefico?

Certamente, le canzoni tristi spesso danno conforto quando il nostro mood è negativo. Sono reali, tangibili e fanno compagnia. Poi se c’è anche solo un messaggio positivo finale, il brano diventa un appiglio…

Qual è il filo conduttore che lega tutti i brani del vostro primo disco?

La rinascita. La storia è di rinascita individuale, rivalorizzazione di sé e di chi ci ama. Ogni brano ha un forte lato emotivo, sottolineato da musica e parole, tant’è che ogni pezzo trasmette un capitolo della storia. Essendo una storia di progressione emotiva, dal negativo al positivo, avremo una metà brani scura e una chiara.

Avete già in mente la prossima tappa del vostro percorso musicale? 

Vogliamo suonare il più possibile, far girare il nostro nome più che possiamo. E la seconda produzione poi è li che ci chiama…