Summertime, e l’inizio dell’estate

Mi ricordo benissimo di quando mi era capitata la prima stagione di Summertime e quante cose sono passate da quella prima stagione. Mi sembra che ci sia una vita intera in mezzo, e non so neanche spiegarmelo. Un anno fa ero un po’ allo sbando, stavo per fare un viaggio con due amici, decisa a dire basta a una relazione inutile che stavo vivendo, inconsapevole del fatto che presto ne avrei accolta una nuova nella mia vita. Ero stufa del fatto che non fossi più in grado di interessarmi all’uscita di musica nuova, nonostante la musica sia sempre stata uno dei miei più grandi interessi e sollievi.

Da quella sensazione di sospensione generale sono passati mesi in zona rossa, massacri emotivi in cui ho creduto di perdere una persona importante, che importante non era, ore di lavoro che hanno portato ottimi risultati che ancora fatico a riconoscere, ho sentito il bisogno di ricominciare, e ho ricominciato. Ho capito che molto di ciò che ho provato in passato non era amore, e questi miei 27 anni mi hanno improvvisamente piombato nell’età adulta.

Summertime è stata, un anno fa come oggi, un modo magnifico per tornare alle irresponsabilità liceali, agli amori in cui non ritrovavo mai ma che continuavo a cercare. Summertime sarà pure una serie per adolescenti, ma ancora una volta mi ha fatto tornare l’amore per la musica, quella voglia estrema di andarmi a cercare nuovi brani nelle playlist di Spotify, quella voglia di tornare a viaggiare da sola, quella sensazione di stare al mare, ore al sole sospendendo la vita che mi porto ogni giorno dietro.

Io non lo so perchè ultimamente mi voglio rifugiare in quei miei 18 anni che mi sembrano così lontani e sprecati, eppure Summertime anche in questa nuova stagione dove tutti sono belli, felici anche nei drammi, e la provincia appare fantastica, torno a vivere sospesa. Quest’anno un po’ più felice dell’anno prima, vediamo il prossimo…

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