Le YaYanice, Soul-dance per sopravvivere

Mi è successa una cosa strana. Con il lockdown e tutto il resto avevo lasciato perdere la musica, sull’autobus leggevo invece che rifugiarmi nel mondo magnetico che creavano le costosissime Beats che neanche usavo più. Più che altro ho sempre concepito la musica come un universo pratico, file ai concerti, sudore, monete abbandonate nello zaino per comprare le birre. L’altro giorno ho ascoltato le Yayanice, per caso, per amore, per tornare. Prima ancora di esser tornata a un concerto, loro mi hanno fatto venire voglia di tornare là, ai festival, alla sabbia alle sbronze col mal di testa di conseguenza.

GU.A.ST.O. è il primo EP delle Yayanice, fuori dal 28 maggio. Il titolo è un acronimo di Guardare Attraverso Strani Occhi. Cinque brani con sound diversi che si sono trovati sulla stessa strada e sono entrati a fare parti di quello che volgarmente chiamiamo album. Ne ho parlato con po’ con loro.

E’ vero quello che si dice, che forse la rappresentanza femminile nella scena indipendente italiana?

(Giulia) Non ho capito la domanda…mi darò una risposta alla Marzullo! Non so se rappresentiamo qualcosa o qualcuno, so che siamo donne, donne che vivono la femminilità in un modo sano: tra di noi non c’è competizione, ma stima, lavoriamo sodo per un obiettivo comune, non ci interessa apparire “meglio” dell’altra, non c’è invidia. Ci piace avere un’immagine che sia sensuale ma non volgare o aggressiva..facciamo ciò che amiamo (suonare, cantare, creare musica) e proviamo a farlo al meglio.

E’ possibile scoprire una passione anche dopo i 30? Com’è stato per voi?

(Giulia) Beh se sei vivo/a eccome.. credo che appassionarsi sia la chiave della vita..credo che i 30 anni siano una gran ventata di freschezza, in cui scopri di avere ancora tempo davanti, anche se non infinito, energie, consapevolezza e autocoscienza. Ci sono un sacco di cose che vorrei imparare a fare e spero di avere questo atteggiamento nella vita fino all’ultimo giorno.

Qual è il genere che contiene la musica delle Yayanice (se proprio dovessimo sceglierne uno)? Avete gusti musicali differenti?

(Giulia) In gag ci definiamo “soul-dance”, che è un genere che non esiste! Al momento siamo molto ibride e forse stiamo trovando una sintesi creativa..sicuramente la black music è il bacino da cui attingiamo maggiormente, ci piace il groove, ci piace vedere la gente che balla e si muove mentre suoniamo e credo che la direzione sia questa. In realtà abbiamo gusti musicali molto simili e condividiamo moltissimi ascolti.

Com’è nato questo disco? E in che modo, secondo voi, è la colonna sonora perfetta per questo periodo che stiamo vivendo?

(Giulia) GU.A.ST.O. è nato per caso! Un pranzo tra amici musicisti, Nicolò Scalabrin e Riccardo Di Vinci, e una conseguente suonata. Il materiale che ne uscì fuori ci piacque molto e così decidemmo di svilupparlo e di fare un E.P. A livello di “colonna sonora perfetta” per questo periodo credo che sia soggettivo. Ovviamente per noi lo è 🙂 perchè è un mood musicalmente leggero e groovy che aiuta ad ammorbidire le tensioni orrende del momento, ma allo stesso tempo è profondo e, attraverso i testi, ricorda che bisogna avere il coraggio di guardare in faccia tutto ciò che non ci va bene, di eliminarlo dalla nostra vita e, una volta fatto, lasciarlo andare e poi festeggiare.

Come state e in che modo siete cambiate dopo l’ultimo anno?

(Giulia) Io mi sento una leonessa, ho toccato i punti più bassi in termini di rabbia, smarrimento,credo anche “depressione”, senso di impotenza. Stare chiusa in casa, non poter vedere le persone che amo e che ,in certi casi, avevano bisogno di me, venire multata durante un attacco di panico perchè camminavo all’aria aperta, essere etichettata da chi ci governa (e quindi dovrebbe anche proteggerci) come persona non essenziale, capire che avevo dedicato la mia vita a un’attività non essenziale, che non aveva diritto di esistere, e quindi neanche io, neanche i mille sacrifici che ho fatto. Puoi uscire in un solo modo da tutto ciò, per quello che mi riguarda, ed è ancora più forte…ho una voglia di suonare ed esprimermi enorme, e mi auguro che la gestione politica inclassificabile del problema “pandemia” sia solo un brutto ricordo, anche se non vedo un gran prospettiva per dopo l’estate..