La terza stagione di Master of none, e tutto il resto

Ogni tanto va tutto male. Nel senso che mi sento stupida e vorrei di più, di più da tutto. Solo che questo tutto di più non ce l’ha. Mi ritrovo in questo momento magico dove mi sembra che tutto vada bene, ho un lavoro impegnativo che mi dà tanto, non devo rendere conto a nessuno e dormo tanto, lavoro davanti alla finestra con il ventilatore sparato in faccia. Poi ho una relazione che, per una volta, non mi risucchia in vortici di paranoie e sofferenze. Per una volta ho tutto sotto controllo, ed è tutto bellissimo.

Se mi avessero descritto la mia vita oggi anche solo un anno fa non ci avrei creduto, avrei rifiutato quest’idea fantascientifica di me abbracciata a qualcun altro la domenica mattina, con abbastanza soldi da potermi permettere tutti i libri che voglio, in una casa che non deve competere con gli spazi altrui. E poi ci sono quegli altri giorni dove del mio lavoro vedo solo la negatività diffusa dei clienti più borbottanti, e l’ansia perenne di non stare lavorando abbastanza.

E in uno di quei momenti in cui i problemi sembravano sovrastarmi, e ho pensato per un attimo che sarebbe stato tutto più semplice lasciare tutto, relazione, lavoro e casa, ho iniziato la terza stagione di Master Of None. Le altre due le avevo viste durante un viaggio in solitaria nell’est d’Europa, e quindi mi sembrava il momento giusto, per ritrovarmi nell’immagine di quella ragazza sola e particolarmente infelice.

In questa terza stagione così diversa (banalmente perchè il protagonista non è più il personaggio di Aziz Ansari), dove ci si addentra all’interno della vita di coppia di Denise e Alicia, che si amano, ma vanno anche in direzioni diverse. C’è una maternità da conquistare e una stabilità che non arriva mai.

Mi manca essere così forse, mi manca essere allo sbando, mi manca quella sensazione del cercare l’amore nelle serie e nei film perchè non ne avevo poi tanto nella mia vita reale, forse mi manca essere infelice, e ora che io non lo sono più, infelice, non mi riconosco. Un po’ come Denise e Alice che arrivano all’apice della loro felicità per distruggere tutto. Ho paura di distruggere tutto anche io ultimamente.