Katres, l’amore e le sue due correnti

Katres è un’anima musicale che non dovreste perdere. Dopo il suo album Araba Fenice che ci aveva portato all’interno dei suoi tormenti amorosi e nell’estasi del trovare qualcuno che la portasse altrove, o un po’ più su, torna oggi con un nuovo singolo dal titolo Due Correnti. Katres in questa produzione si è ispirata ad un sound di respiro internazionale con contaminazioni che vanno dall’indie rock americano, al pop fino a toccare accenti di post rock sul finale, il tutto senza tralasciare l’importanza del testo, il cantautorato è impegnato, maturo. 

Nel brano Katres si avvale della collaborazione di alcuni tra i più validi musicisti nell’attuale panorama italiano, al pianoforte e pedali Bruno Bavota (presente nelle colonne sonore di The Young Pope e The New Pope di Paolo Sorrentino e colonna sonora di uno spot della Apple).

In che modo l’amore per tua figlia e per la Sicilia sono connessi?

La Sicilia è la mia terra, il luogo in cui le mie radici sono affondate, è casa, è il posto in cui torno ogni volta che sento il bisogno di ritrovarmi, l’amore per un figlio è un qualcosa di assoluto e incondizionato che prescinde da tutto e tutti. Se dovessi pensare a una connessione tra questi due amori infiniti io mi posizionerei al centro, sarei l’albero radicato alla terra vulcanica della mia Sicilia dal quale si estendo numerosi rami robusti ma un ramo, il più bello e pieno di fiori sfiora il cielo e porta il nome di mia figlia, Greta.

Cosa è successo dalla pubblicazione di Araba Fenice, dove ti avevamo lasciato?

Dopo Araba Fenice sono successe tante cose, pensavo di aver raccontato il punto di arrivo, la mia rinascita compiuta ma non sapevo che invece ero solo al punto di partenza.

Ho vissuto un lungo periodo di pausa, sentivo il bisogno di staccarmi da tutto quello che ruotava intorno alla mia musica e dalla musica stessa, farlo è stato doloroso ma anche necessario. Ho cercato il contatto con la parte più profonda di me, ho avuto una bimba meravigliosa, sento di essere cambiata tanto, ho ritrovato quella scintilla persa, con “due correnti” ho sentito che il momento per tornare a fare musica era finalmente arrivato.

Quali sono le due correnti di cui parli?

Mi riferisco ad uno dei posti del mio cuore, l’isola delle correnti, il punto in cui le correnti del mar Ionio e del mar Mediterraneo si incontrano, si scontrano e sono destinate, in quel punto esatto, a rimanere unite in un moto senza fine, mi è venuto naturale paragonare le due correnti a me e mia figlia e più in generale a un genitore con i propri figli, come le due correnti vivranno contrasti, scontri ma troveranno sempre un punto di incontro in cui l’amore non ha confini e li terrà uniti per la vita e oltre

Com’è stato collaborare con Bruno Bavota?

Ho conosciuto prima la musica di Bruno e poi la persona meravigliosa nascosta dietro la poesia delle sue note, siamo molto amici e il bene che ci lega ormai va oltre la musica. La nostra collaborazione è nata in maniera molto naturale, Bruno sentito il provino di due correnti mi disse che gli sarebbe piaciuto suonarci se lo avessi ritenuto necessario, inutile raccontare la mia reazione, per me era un sogno sentirgli suonare una mia canzone ma forse non avrei mai avuto il coraggio di chiedergli di farlo…

Come ti sei avvicinata alla musica, e quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita?

E’ stata una cosa assolutamente naturale, avevo 13 anni quando iniziai a suonare la chitarra, poco dopo scrissi la mia prima canzone e da lì non ho più smesso. Non è una cosa che scegli, a un certo punto diventa una cosa di cui non puoi fare a meno, è parte di te.

E adesso?

Adesso provo una grande emozione per il mio ritorno in musica con questa canzone dedicata a mia figlia, è un momento molto creativo, sto lavorando a nuove canzoni in vista di un album ma non ho scadenze o date di uscita definite.