Ho passato una giornata con inarte.teo

Le giornate a Roma sono sempre le più calde, le più lunghe strane, quelle che non si sa come passino tutte nel traffico, ad aspettare un autobus o il treno di una fantascientifica linea che non si sa quando tornerà operativa. Poi a Roma ci sono anche gli amici, gli amici degli amici, i tavoli sparpagliati ovunque che invadono i marciapiedi, gli aperitivi infiniti che ci fanno fare mattina, e quelle carbonare che noi milanesi non sappiamo fare.

Non tornavo a Roma da due anni, e nonostante il Covid e l’ansia dilagante che ne è conseguita, devo dire che è rimasto un po’ tutto come l’avevo lasciato. E c’era un po’ di nostalgia in tutto, perchè poi quelle strade erano esattamente quelle che avevo camminato su e giù in quei lunghi dieci giorni che avevo passato lì nel 2019. Mi ricordo che ero un po’ un disastro: un disastro di quelli che guardano che lui guardava le storie su instagram, un disastro di quelli che erano a Roma per lavoro, ma più per fuggire.

La colonna sonora di questi nuovi giorni romani sono stati i singoli di inarte.teo, l’ultimo dal titolo California. Un nuovo capitolo feat. Uale che racconta le periferie di Roma, sognando di essere in California. Un brano che ci riporta allo stato emotivo dell’attesa di un viaggio e della conseguente leggerezza dopo un periodo per niente facile. Ne ho parlato anche con lui:

Riguardo il brano California, a chi vi rivolgete tu e Uale?
A noi stessi e all’ultimo anno passato.

E in definitiva, a cos’è che non volete pensare?
A quest ultimo anno, alla pandemia e a tutti i magoni che ci sono venuti.

Qual è l’attesa che state vivendo, e di quale viaggio?
In questo momento l’attesa è quella di poter ritornare a viaggiare e condividere momenti con le persone a cui teniamo di più, indipendentemente dalla meta.

Cosa serve oggi per avviare un progetto musicale?
Serve passione, tempo, amore, dedizione, SACRIFICIO e cosa più importante lo STUDIO. Credo che quest ultimo sia il mezzo più efficace per avere un miglior linguaggio e per avere una panoramica più completa e dettagliata dello strumento. Tutto è utile purché venga trasformato in arte

Forse è vero che c’è troppa musica?
Si, secondo me si. Più che troppa musica credo ci sia troppa monotonia tra generi e trend musicali. Spesso vedo persone non sperimentare, buttarsi su generi nuovi o provare a fare qualcosa di suo/personale

Quello che vorresti assolutamente arrivasse a chi ascolta California?
Spensieratezza, prima di tutto.
E poi vorrei che entrasse in testa la linea del ritornello per cantarla in macchina a squarciagola mentre si va in viaggio da qualche parte!

le foto sono di Simone Pezzolati (lab.731)