Ophelia di Alice Pagani e i libri da leggere scappando di casa

Non mi succedeva da un po’, da quelle ultime volte dei miei diciassette anni dove calcolavo il numero delle pagine di un libro perchè potessi finirlo entro la fine di un viaggio, probabilmente da sola, probabilmente chissà dove. Di quando finivo a Napoli tra una verifica di latino e un test fallito di fisica, di quando compravo i biglietti dei concerti per le estati a Roma. Non esistevano libri da quattrocento pagine, da duecento o meno, ma libri da tre ore, altri da cinque, altri da dieci, alcuni da andata e ritorno, e altri solo per l’andata e alcuni, decisamente i migliori, solo per il ritorno. Mi ero dimenticata della sensazione che mi davano quei libri, che mi riempievano i polmoni di storie che in quelle ore di treno diventavano tutto. Spesso poi, quando i miei piedi toccavano la banchina del treno e me ne andavo in giro, quello stesse storie perdevano di importanza, diventavano spesso anche ridicole. Storie sospese, vere solo nel tempo di un viaggio.

Tornavo oggi a Milano dopo un giro tra Roma, Bracciano e Firenze con una persona che è diventata speciale in questi ultimi mesi, e mi sono ritrovata tra le mani Ophelia di Alice Pagani, tempo di lettura: due ore, giusto il tempo di partire e arrivare. Quella stessa Alice Pagani di cui avevo invidiato occhi, figura, fascino, sensualità in Baby, ora me la ritrovavo come autrice e volto della protagonista del suo romanzo d’esordio, dal titolo Ophelia, appunto. La protagonista è una sedicenne che si innamora, che si arrabbia, che vuole scappare nella mia Milano, che perde la verginità e chiede un bacio a chi glielo nega. Mi sono sentita trascinata a forza, a ritrovarmi nelle vesti di un adolescente ribelle, ma in fondo con solo la voglia di prendere un altro treno mano nella mano con qualcuno. Io Ophelia non lo sono più, ma mi sono mancata molto.

Mi sono ricordata di quella festa, di quando mi sono ritrovata contro un muro a baciare un ragazzo di cui poi mi sono innamorata follemente per quasi due anni, anche se a malapena mi rispondeva ai messaggi e quasi mi ignorava. La nostra storia è stata distruttiva e complicata, perchè io ero diventata distruttiva e complicata. Qui Ophelia si innamora per qualche pagina di Lenni, e questo diventa il motore per diventare distruttiva e complicata. Quanto sono belle le adolescenti e tutto il loro marasma emotivo. Volevo solo una lettura veloce, e mi sono ritrovata ad amare ogni pagina di questo libro, un libro da due ore.

Io leggo tutto, e quello di Alice Pagani è sì un altro caso editoriale e sì, non mi ritroverò a rileggere questo romanzo con ogni probabilità, ma ritrovarmi un’adolescente come Ophelia nel tempo di un viaggio Firenze – Milano è stato impagabile. Non so se ha senso consigliare qualcosa a qualcuno, non so se c’è qualcuno dall’altra parte, ma il consiglio è quello di ricordarsi com’eravamo folli e belli quando volevamo solo scappare di casa.